32.8 Annali d’ Italia. Jìro de Paterini ) così erano allora appellati i fautori della par-te Pontificia ) che fentimento hai tu intorno a i Vefcovi e Sacerdoti , che pojjedendo tanti beni loro conceduti da i Re, nulla pot vogliono contribuire per gli alimenti del Re ? Probabilmente quello Re più di apparenza, che eli foftanza , fi dovea trovar molto afeiutto e bifognofo di moneta per vivere . Liprando con tutta modellia e buon garbo gli rifpofe, ma lenza faperfi ciò che gli rifpond^ife. Pattando egli poi pel Parmigiano, fu prefo e fpo-gliato da gli uomini di quel Vefcovo, e fu obbligato a tornarcene indietro. Corrado fece pagar buona fomma di danaro in pena da que’masnadieri. Dopo un faticofo affedio di nove Me-{■¿) Chronogr. ( a ) } e dopo aver disfatti varj corpi diTurchi, che voleano por-^Gulnùlm tar foccorfo all’affediata Antiochia , e dopo aver patito quella Tyr- Bernard. Città una terribil fame e mortalità di gente, riufeì in fine all’ rJfa“T efercito de’Crilliani Crocefignati di entrare per intelligenza di un ricco Saraceno in quella vaila Città, e di mettere a fil di fpada chiunque non potè falvarii colla fuga. Il Principe Boa-mondo, che da Roberto fuo Padre, fe non altra eredità, quella ebbe almeno dell’accortezza e del valore, quegli fu , che per trattato fegreto con un Ufiziale Turco , Criiliano rinegato , introduife V armi Crilliane in Antiochia , feppe così ben condurre i proprj affari, che tutti gli altri Principi accordarono a lui il dominio di quella nob.iiffima Città , in cui egli fondò un illuftre Principato . Ma poco (lette a prefentarfi (otto Antiochia Corborano Principe de’Turchi con trecento feffanta cinque mila armati ( numero forfè efagerato ) che Erettamente affediò i vincitori nella Città medelima , e li nduffe per mancanza di viveri a cibarli di carne di cavallo e d'aiìni, e a morir non pochi di fame . Tutto era dffperazione , quando eccoti un Prete Provenzale riferire, che per una rivelazione di Santo Andrea fi trovava in quella Città la Lancia , con cui fu aperto il celiato al divino noftro Salvatore , e ne indicò il luogo. Fu poi da i più faggi creduta quella un’impollura. Verità nondimeno è , che ritrovata la pretefa Lancia ( che nulla più facile farebbe dato, quanto che il porvene eleppellirne una a capriccio ) tal compunzione, tal coraggio, e nfoluzione entrò in cuore dell’efercito Criltiano, che fatta una fortita generale contro all’ immenfa Armata nemica , la sbaragliarono , e mifero in fuga » Incredibil fu la quantità e ricchezza delle ¡fpoglie del campo . Sopragiunfe la pelle , che fece non poca ilrage de5 Crilliani ,• ven-