Anno MCLXVI. 571 qualche Dottorello , o Monachetto Scifmatico di quell’età. Certo è bensì , che il fuddetto Imperador di Coffatntinopoli inviò in qued’ Anno a Roma Giordano sebafto del dio Imperio , Figliuolo di Roberto già Principe di Capoa (a) . Portò egli de i gran regali (a) Cari, de a Papa Alejfandro III. e due propoiuioni di grande importanza '^xandAli Era la prima di riunir le due Chieù Larina e Greca, difcordi fra loro da gran tempo. L’altra, che il Papa redituid’e la Corona dell’ Imperio Romano a gli Augudi Greci , promettendo a quedo fine mari e monti; cioè tanto oro ed argento , e tanta copia di truppe da ridurre all’ubbidienza l’Italia tutta. Troppo diffidi affare, e degno di gran pefatezza parve qued’ ultimo al faggio Pontefice; tuttavia non volendo trafcurar cofa alcuna , inviò coll’ Ambafcia-tor fuddetto in Levante il Vefcovo d’Oiìia, e il Cardinale de’ Santi Giovanni e Paolo , principalmente per trattar della concordia , ed anche per ifcorgere , che fondamento fi potea far de’Greci per l’altro negozio. Più che mai durando la gara tra i Pifani , e Genovefi (¿) per cagion della Sardegna, in qued’Anno ancora accad- (b) Annal. dero rapprefaglie di varie navi, e fecero i Pifani di molti prigio- p‘^nfr'' ■ ni. Guglielmo Marchefe di Monferrato non contento di tante Ter • a miai. Ge. re e Cadella, che l’Augudo Federigo fottopofe alla di lui giurif- *«*«/• l- *• dizione, mode guerra anch’ egli a Genova , e loro tolfe le Cadella di Palodi e di Otaggio . Spedì per quedo il Popolo di Genova i fuoi Inviati all’ Imperador Federigo , per rapprefentargli 1’ aggra-vio lor fatto dal Marchefe , e ne riportarono poco buone parole.. In oltre davanti ad ed’o Augudo feguì un altra fiera altercazio-ne fra effi, e quei di Pifa. Imperocché era dianzi riufcito a i Genovefi di renderli tributar) in Sardegna i due Giudicati d’ Arborea e di Cagliari : laonde i Pifani invertiti di quell5 Ifola da Federigo , fecero idanza , perchè fode interdetto a i Genovefi di mettervi piede. Reclamarono i Genovefi, pretendendo, che Ja Sardegna appartenelfe loro, da che ne cacciarono il Re Mufet-to , e che 1’ Imperadore non potede invedirne altri fenza far loro torto. Adduffero fra T altre ragioni, che codumavano in fe-gno del lor dominio i Gaetani e Napoletani, ogni qual volta nell’ andare in Sardegna o per mercatanzia o per fale , s’incontravano in Legni Genovefi , di mandare loro uno feudo pieno di pelei, e due vafi di vetro pieni di pefee, e due barili di vino. Fu rimeda la lite alla Curia Imperiale, e intanto fu ordinato il rilafcio de’ prigioni Genovefi con grande fchiamazzo de’ Pifani. Venne a morte nel dì 28, di Marzo in qued’ Anno nella Ci;**