Anno MCCLXXXIX, Brefciatii in un Parlamento tenuto in Cremona impresero la difefa del Beccheria, ficcome Popoli, a’quali dava troppo da penfare e da temere il Soverchio ingrandimento del Marche-le, Signore allora anche di Vercelli, AleiTandria, e Tortona. In fatti i Piacentini con tutte le lor forze iti a Monte Acuto, mifero in rotta i Pavefi, e liberarono quel Luogo. Racconta il Corio (a) molte altre particolarità Spettanti a quefta mu-(a) Corto tazion di Pavia, e ai movimenti de'Milanefi contra del Sud- dl Ml' detto Marchefe. Nuove Scene di difcordia nell’ Anno prefente fi videro in Reggio . (¿) Nel dì 7. d’Agoftoil Popolo fi levò a rumore contra de’(b) Chronk. Nobili e potenti, e prefine affaifiìmi, li miSe nelle carceri. Cor- ParmenJ: fero colà i Parmigiani colla lor cavalleria , e fattafi dare la figno- Re™' ftàiic. ria della Città , condufiero a Parma tutti que’ prigioni . PoScia chiamati alla lor Città i Podeftà e gli Ambafciatori di Bologna e Cremona, nel dì primo d’Ottobre conchiuSero pace fra i Nobi- li e il Popolo di Reggio , e in confermazione d’effa rilasciarono il dì Seguente i carcerati. Ma quefta fu una pace canina . (c) Nel (c) Memor. dì 17. di Novembre vennero di nuovo all’ armi i Reggiani, e le 8Reg' due fazioni di Sopra e di Sotto, fecero lungo combattimento fra Rer. Italia. loro , finché verfo la mezza notte prevalendo la Soprana, fpinSe fuori della Città la Sottana , la quale fi ridufle a Caftellarano e Rubiera. Seguirono nella prima , e più nella Seconda molti ammazzamenti e incendj , e dirupamenti di cafe, e furono involti in quefta disavventura anche i Palazzi del Pubblico e dal Vefco-vo . Qual riparo fi trovafle a così beftiali e perniciofe divifioni lo vedremo all’ Anno Seguente. Mentre Obì^o Marchefe d’Efte, e Signor di Ferrara, (d) fi andava disponendo per venire alla ('¿)Mron: nuovamente acquiftata Città di Modena, un giorno nel levarti da ff tavola, Se gli avventò Lamberto Figliuolo di Niccolò de’ Bacilie- far. Italie. ri Nobile Bolognefe, per ucciderlo , e il ferì nel volto. Corfero i Cortigiani pref’enti , e gl’impedirono il far di peggio; cotfe A{-p Figliuolo del Marchefe , che teneva Corte a parte, pranzando in una Sala vicina, ed erano per uccidere 1* affaflìno, fé il Marchefe non avefle gridato di nò, per intendere prima i motori e complici del misfatto . Pofto coftui ne’tormenti fi trovò , che era un forfennato, e ftrafeinato dipoi per la Città, lafciò la vita Sulle forche. Ciò non oftante, nel Mefe di Gennaio venne il Marchefe Obizzo a Modena , accolto con fefta immenfa dal Popolo, che folennemente il dichiarò e confermò fuo Signore perpetuo in- fieme