Anno MCCXCVII. 515 delitti con Bolla pubblicata nel dì io. di Maggio, non (blamente l'comunicò i iiiddetti due Cardinali, ma li depoie ancora , privandoli del Cardinalato, e d’ogni altro Benefizio, con altre pene e cenfure contra de’lor parenti e fautori. S’erano ritirati alle lor Terre quelti Cardinali, con Agapito , Stefano, e Sciarra, tutti dalla Colonna; e o fia ch’effi avellerò molto prima il cuor guaito, e fparlaiTero del Papa, incitati lotto mano da qualche Principe ; o pure che irritati per quello fiero , creduto da loro non meritato gaftigo, li lafciarono trasportare a dar fuori uno fcandalofo Ma-nifello , in cui dichiaravano di non credere vero Papa Benedetto Gaetano , cioè il Pontefice Bonifazio Vili, benché fin qui da eflì riconofciuto e venerato per tale, allegando nulla la rinunzia di Papa Celefìino V. per fe Iterta, ed anche perchè proccurata con frodi ed inganni; e perciò appellando al futuro Concilio. V’ha chi pretende, che tal Manifefto , tendente ad uno Scisma, ufciiTe fuori prima della Bolla e deposizione fuddetta ; ma il contrario fi raccoglie da un’altra Bolla d’ elio Papa Bonifazio, fulminata nel dì dell’ Afcenfione del Signore , contra di elfi Cardinali deporti, e di tutti i Colonnefi , in cui per cagione di quelto Libello aggravale lor pene, li priva di tutti i loro Stati e beni, e vuol che fi proceda contra d’ effi come Scismatici ed Eretici. Fece egli dipoi diroccare in Roma i lor Palagi , e fpedì le milizie all’ affedio delle lor Terre. Circa quelli tempi ancora infodero diffapori fra il Papa, e Filippo il Belìo Re di Francia, a cagione di avere il Re pubblicata una Legge ( e quella dura tuttavia ) che non fi poteffe eilraere danaro fuori del Regno, pretendendo il Papa, ch’egli perciò forte incorfo nella fcomunica, mentre con ciò s’impediva il venir le rugiade lolite, e quelle mallimamente delle Decime, alla Coite di Roma . Diede anche ordine il Pontefice a i due Cardinali Legati, che erano in Francia, di apertamente pubblicare icomunicato il Re e i fuoi Ufiziali , fe veniva impedito il trafpor-to d'effo danaro, dovuto alla fanta Sede: cofe tutte, che col tempo fi tirarono dietro delle peffime confeguenze, figlie dell* lnterefie, che da tanti Secoli va, e fempre forfè pur troppo andrà fconcertando il Mondo , Durando la guerra fra il Marchefe A^o d’ Erte e i Parmigia- Cnromc. ni, ognuna delle parti facea quel maggior danno, che poteva all’ fiv^/Lìu.' altra, (a) Si frappofero amici perfuadendo la pace $ e lopra tutto Chronk. ne fece premura Guido da Correggio , potente preflo i Parmigia- Pff™cn^c ni, perchè tutto il fuo era lotto il guaito. Si conchiufe adunque Rer. Italie. K k 2 i’ ac-