è di gran luce a quelli avvenimenti. Degno è d’oflervazio-ne, che Uberto Conte di Savoia fa la figura di uno de’ principali aderenti e confidenti dell’ Imperador Federigo; e però fem-bra , che fieno favole quelle, che ci racconta il Guichenon 00 intorno a quelli tempi della Reai Cafa di Savoia. Si conferma de Savoyc eziandio ciò, che abbiam detto di fopra di Eccelino primo, e di Anfelmo da Doara, perchè da quegli Atti apparifce, che amen-due erano Rettori di Lombardia. , cioè Direttori della Lega e Società delle Città Lombarde. Dignità di fommo credito in que- lli tempi, e indubitato indizio della lor Nobiltà e faviezza. Ve-defi in oltre, che la Lega abbracciava le Città della Lombardia, Marca di Verona, Venezia, e "Romagna, e che Federigo fegretamenie fe la dovea intendere co i Cremoneji, benché collegati di Milano ; perchè in loro è rimerta la dicifion dev’punti, che reilaifero controverfi. Tralafcio il reilo di quell’Atto , da cui niun frutto pofcia fi ricavò. Abbiamo dalle Storie di Bologna (b), che nel di 7. di Feb- slnon^'f braio dell’Anno preferite quel gran faccendiere di Crtjiiano Ar- T.iS.Rer. civefcovo di Magonza ufato a maneggiar più Farmi , che il Pa- ltalle' fiorale, co’Faentini, co’Forlivefi condotti dal Conte Guido Guerra, e colle milizie di Rimini, d’Imola, e della Tofcana, venne ad aifediare il Cartello di S. Caffano, alla cui difefa ftavano trecento Cavalieri de’ migliori di Bologna, che per più di tre fectimane bravamente fi foftennero. Contuttoché i Bologneiì otteneffero un buon iòccorfo , cioè da Milano trecento Cavalieri, trecento da Brefcia, trecento da Piacenza, cento da Bergamo, cinquecento da Cremona, ducento da Reg-gio, cento da Modena, trecento da Verona, ducento da Padova, con altri della Conteffa Sofia, e della Città di Ferrara, e marciafsero per liberar quel Cartello: tuttavia nulla fecero , perchè i Difenfori oramai ftanchi, attaccatovi il fuoco ed ufciti, ebbero la fortuna di falvarfi correndo a Bologna. Il Sigonio diverfamente narra quello fatto. Impadronirti pofcia l’Arcivefcovo del Cartello di Medicina, e fece altri mali al Contado Bolognefe, o fconfirte la lor gente prerto al Cartello de’ Britti. Mentre dimorava V Imperador Federigo in Pavia, comandò, che veniflero a trovarlo i Deputati ^ daffari di Genova e Pila con plenipotenza delle loro Città; (c) e ve- Annai. Gc-nuti che furono, ftabilì fra quelle due emule nazioni la pace ,nuer,I-l- 3-con afsegnare a i Genovefi la metà della Sardegna ( il che rincrebbe forte a i Pifani)e con ordinare la dirtruzion di Viareg-Tomo VII, B gio