89 mestrino all’altezza di Margliera e del Bottenigo (1) ; il delta ila-riano del Brenta (2) ; l’agro clodiense e cavarzerano esteso fino al limite estremo di Loreo (3). I Longobardi non raggiunsero nel complesso la linea costiera a sud di Cittanova, mentre avevano occupato quella a nord, almeno oltre Concordia, seguendo la via Emilia dalla diramazione dell’Annia per Treviso, fino ad Aquileia. È sicuro infatti che il territorio maranese, non ancora alterato dal processo di impaludamento, non sfuggì alla prima occupazione longobarda (4). La stessa Concordia e il suo territorio costiero fin dall’inizio furono annessi al regno (5). In queste sedi il dominio longobardo era esteso fino alla laguna, senza oltrepassare la linea della costa. I gruppi insulari o seminsulari, Grado compresa, erano sottratti al loro controllo, anche per difetto di mezzi di navigazione. Divergendo il cammino da Concordia verso l’interno, essi si erano decisamente allontanati dal margine della laguna, nè vi si riaccostarono in occasione delle posteriori parziali conquiste dei territori veneti meridionali. La striscia costiera, che da Cittanova, a sud di Concordia, fino a Cavarzere saldava il ducato alla terraferma, era sicura difesa a occidente contro le insidie umane ; ad oriente esso era garantito contro quelle naturali del mare dal cordone litoraneo. La vita, in questo nido bizantino, fioriva tutta, o nella massima parte, sopra le isole. Da lunga consuetudine, isole erano considerati, per il loro aspetto, anche i lidi (6), di varia estensione in lunghezza e profon- (1) Iohan. Diac., Chronicon cit., p. 110. La chiesa di S. Martino de Strata e il comitato mestrino erano compresi nel regno. (Cfr. ivi, p. 102, 112, 147). Invece Tessera era in territorio bizantino (cfr. Fiocco, Arte esarcale lungo la laguna di Venezia, in «Atti R. Ist. Veneto», t. XCVII, (Se. mor.), 594 sgg. (2) Cfr. la donazione particiaca al monastero di S. Ilario del 819 (Gloria, Cod. dipi. pad. cit., I, 6 sgg. ; Documenti cit., p. 72 sgg.), e il testamento del duca Giustiniano del 829 (Gloria, Cod. cit., I, 12 sgg ; Documenti cit., I, 97). (3) Pactum Lotharii cit., c. 32 (M. G. H., Capitularía, II, 133 ; Documenti cit., p. 108 ; Origo cit., p. 169). (4) La sinodo maranese del 591 mostra che questo era territorio longobardo (M. G. H., Epist., I, 17 sgg. ; Documenti cit., 14 sgg.). (5) Cfr.'CESsi, La crisi ecclesiastica cit., p. 824 sgg. (6) Così in Costant. Porphyrog., De administr. imper., c. 27. Cfr. Rretschmayr, Die Beschreibung der venetianischen Inseln bei Konstantin-Porphyrog., in « Byzant. Zeitschr. », XIII, (1904), p. 482 sgg.; Pavanello, Di una laguna scomparsa cit., p. 267 sgg.