j18 Annali d’ Italia. vi.,Per terra e per mare impiegarono fette giorni per efpugnaré la Città. Nell'ottavo ufcì Aleiìio fuori con trentamila cavalli e infiniti pedoni, difpoilo a dar battaglia a i Latini; ma veduta la ior fermezza fece viltà di differire al dì feguente il fatto d’ armi ; ma venuta la notte fegretamente prefa la fuga, fi ritirò ad An-drinopoli. Rinforzò allora 1’ efercito Latino gli affalti , ed entrò per forza in Coflantinopoh con molta ftrage de’ Greci, e Saccheggio de’loro averi. Cavato dalle carceri il cieco Ifacco Angelo, fu riporto fui Trono, e proclamato Imperadore anche Aleffio fuo Figliuolo, per cui la fefta era fatta , e nel Mefe di Luglio folen-nemente ricevette la Corona nel gran Tempio di Santa Sofia. Marciò pofcia coll’ efercito contra del fuggito Aleffio fuo Zio ad Andrinopoli, lo fconfiffe , e 1’ obbligò a cercarti un più lontano ricovero . Non so io, fe prima, o dopo quell’ ultima azione, fuc-cedefTe ciò, che fon per dire. O iia, che i Greci per l’antico odio, o per le frefche perdite, non fapendo fofferire i Latini, ne andaffero di quando in quando uccidendo, come fcrive Sicardo , o pure come altri ha fcritto, perchè una mano di Fiaminghi e Pilani volle dare il facco alle cafe e alle Mofchee de’ Saraceni a-bitanti in Coflantinopoli : diedefi principio un dì ad una fiera mi-fchia fra i Latini e Greci. Attaccato il fuoco ad alcune cafe, perchè foffiava forte il vento, fi dilatò ampiamente per la Città, e fece un orrido fcempio d’innumerabili Chiefe , Palagi, e Cafe. Gran bottino riportarono ancora i Latini da queflo fiero accidente. Il reflo lo accennerò all’Anno feguente. Semb r a , che nel prefente Anno per qualche disguflo ricevuto da i Romani non mai quieti, Papa Innocenzo ufciffe di Roma, e fi ritiraffe a Ferentino. Nonis Mali, fcrive Giovanni da (aiJoannes Ceccano (a), indignatione Bomanorum Dominus Papa vemt Fe-Ch^nic'10 rentlnum • Lettere fue quivi Scritte fi leggono. Andò ad Anagni , Poffanòvie. dove colto da una grave infermità diede motivo alla voce, eh’ (b1) Vita in- egli fofTe morto (/■). Fu quello un colpo mortale a Gualtieri p‘T.Tcrn!3. kome Brenna, perchè su tali dicerie alcune Città fe gli ribel-Rcr. Italie, larono, e fra 1’altre Matera, Brindili, ed Otranto. Anche Baroli fi fottrafìe all’ ubbidienza di Jacopo Cugino del Papa, il quale ricuperò poi le Città d’Andria e di Minerbio. Inviò Papa Innocenzo in Sicilia per fuo Legato Gherardo Cardinale di Santo A-driano fuo Nipote con ifperanza di dar pace a quegli affari, dappoiché Gualtieri Gran Cancelliere, e il Capperone, benché nemici , fi moftravano difpoftiifimi a volere quel Solo, che piaceffe ad