Annali d’ Italia. pettare il rinforzo d’altre dieci Galee , e di tirar verfo Corfica , per non incontrarli co’nemici, volle ar\dar diritto; e in fatti gl’incontrò in vicinanza dell’Ifoletta della Melora . Si venne ad un afpro combattimento ; ma iìccome d’ ordinario i più vincono i me-no , così redo fconfitta 1’ Armata Genovefe , e di venti-fette Galee fole cinque iì Salvarono colla fuga . L’ altre coi Cardinali portanti de i gran teiori, e col redo de’Prelati vennero in .potere della Flotta Cefarea e Pifana . In una fua Lettera al Re (a) Matth. d’Inghilterra (a) Federigo fcrive , che oltre alle ventidue Ga-ì>Jns. HiA' lee prefe, fe ne affondarono tre con circa due mila uomini, e che circa quattro mila Genoveiì redarono prigioni co i fuddetti Cardinali, Prelati , ed Ambafciatori. Succedette queda infeli- (b) Richard, ce battaglia (b) nel dì 3. di Maggio, feda della Croce . Per de s. Gem.ordine di Federigo furono poi condotti i Cardinali e gli altri m chromc. prjgjonjerj a Napoli, didribuiti per varie Cadella di quelle contrade, e inumanamente trattati da lui. Gran doglia che per quefto colpo ebbe la Corre di Roma . Spedì poi effo Au-gudo a’ danni de’ Genovefi una Flotta di quaranta Galee . In oltre per terra fece aflalirli dal Marchefe Oberto Pelavicino , e da i Pavefi, Aleffandrini, Tortonefi , Vercellini, e da altri Popoli della Lombardia, e da' Marcheii di Monferrato e del Bofco . Ma il bellicofo Popolo di Genova mife todo in mare una Flotta di cinquantadue tra Galee e Tartane , o fieno altri Legni; e per terra fece due altri eferciti, e gloriofamente fi di-fefe da tanti nemici . Nel Mefe di Giugno ito l’Imperadorea Fano, imprefe 1’alfe-dio di quella Città. Trovandovi una gagliarda refiSienza, dopo aver dato il guado al distretto , pafsò a Spoleti, e fe ne impadronì con facilità. E perchè un abifTo li tira dietro l’altro , fece intanto richiedere in predito tutti i Tefori delle Chiefe di Puglia sì d’oro e d’argento, come di gemme e difacri preziofi arredi ; e convenne darli . Bifogna pure ridirlo : ecco dove andavano in fine a terminare in que’ miferi tempi i doni fatti dalla Pietà Cristiana a i facri Templi. Gran rumore faceva intanto l’avvicinamento all’Ungheria di un formidabile, perchè innumerabile efer-cito di Tartari Comani , gente inumana e bediale ; e temevafi, che ingoiato il Regno Ungarico , pafferebbe la tempeda nella Germania . Aveano già devailata la Ruffia, la Polonia, eia Boemia. Entrarono dipoi nell’Ungheria : vi fecero un mondo di mali. Federigo ? giacché capitò alla fua Corte di ritorno dalla Terra fan ta