Anno MCCXCIX. 511 rigo Tuo Fratello per riaver le Galee prefe con Giovanni di Loria , e con altri prigioni, promettendo con ciò di non mai più mettere il piede in Sicilia. Ma nel Coniìglio di Don Federigo prevalfe il cattivo parere di nulla volergli concedere. Anzi infelloniti più che mai i Siciliani contro Ruggieri di Loria, per fargli difpetto e vendicarli di lui, fecero mozzare il capo allo rteffo Giovanni fuo Nipote, e a Jacopo della Rocca, come a ribelli del Re Federigo. Passo’ il Re Giacomo il verno in Napoli, nel qual tempo anche Don Federigo ricuperò molte Cartella , che o fpontaneamente, o per forza aveano alzate le bandiere del Re fuo Fratello. Come è il coftume, non mancarono mormorazioni contra del Re Giacomo per la poco profpera campagna dell’Anno precedente, non potendoli levar di terta alla gente, eh’ egli la volerte più per li Fran-cefi fuoi antichi nemici, che pel Fratello. Pertanto a fine di Smentir quefte voci, e di far fempre più palefe la fua lealtà al Papa e al Re Carlo, fatto un maggiore sforzo di gente e di navi, s’imbarcò fui fine di Giugno infieme con Roberto Duca di Calabria, e con Filippo Principe di Taranto, e dirizzò le vele verfo la Sicilia. Don Federigo, e gli orgogliofi, anzi temerarj Siciliani, che fi te-neano fempre in pugno la vittoria, non vollero afpettarlo , e con quaranta Galee ( altri dicono di più ) vennero alla volta di Napoli. Il Villani (a) fa loro Ammiraglio Federigo Doria; Niccolò Speciale gli (*0 Giovani dà il nome di Corrado , ma noi dice intervenuto a quefta battaglia . Scontraronfi le due Armate a Capo Orlando, e fi venne nel dì 4. di Luglio ad un duro e fanguinofo combattimento, in cui quantunque i Siciliani combatteffero da difperati, pure daH’induftria e valor di Ruggieri di Loria, Ammiraglio nemico, rimafero interamente feonfitti. (¿) Il numero de’morti e prefi della lor parte fi fa a-feendere a più di fei mila perfone, e ventidue Galee rertarono in mano de’ vincitori. Si falvò, ma con gran fatica, nella fua Galea tìt™.Va. V a forza di remi Don Federigo, e fu detto, che il Re Giacomo 1’ R»r. Italie. ebbe, o potè averlo prigione, ma lafciollo andare. Perirono nel conflitto anche molti Catalani e Pugliefi. Pafsò dipoi il Re Giacomo in Calabria, e prendendo feco molte truppe preparate ivi per ordine del Re Carlo II. colla giunta di dieci Galee, sbarcò l’efer-cito in Sicilia. E allora fu, ch’egli fece fapere a Roberto Duca di Calabria, e a tdippo Principe di Taranto fuoi Cognati, che i fuoi affari 1! richiamavano in Catalogna; effere la Sicilia ridotta in ifta-to, che non potea più fare refiftenza; non reggergli il cuore a vedere, e meno a proccurare ulteriormente la rovina del già rovinato Fra-