Anno MCCVI. 117 chi Conti, o vogliam dire Governatori perpetui di quella Città, ficcome del partito de’Guaiti , ebbe controverse (a ) co i Monti- (b) Parif jc coli, o iia Montecchi, potenti Cittadini di Verona di partitoj"' contrario. Nel dì 14. di Maggio venute alle mani quefte due fa - Rerfiùud zioni, feguì un fiero conflitto, e foccombendo i Monticoli, ii fottraflero colla fuga al pericolo di peggio. Furono in quefta oc-caiione bruciate le caie loro, le botteghe de5 Mercatanti, e le Cafe de’Nobili dalla Carcere e di Lendenara .. Anno di Cristo mccvii. Indizione x. d’ Innocenzo 111. Papa io. Vacante l’imperio. ER a in grande auge di gloria e di potenza Bonifacio Mar-chefe di Monferrato, perchè Re di un bel Regno, cioè di Salonichi, e della TefTalia. All’udire (¿), che i Saraceni avea- (b) sicari. no attediata Satalia, benché non di fua giurisdizione, non potè lj0fhr°^° contenerli il fuo valore dall’accorrere in aiuto de’ Criftiani ► Ma halicar. venuto a battaglia con quegl’ Infedeli, ferito da una faetta avvelenata, diede gloriofamente fine alla fua vita. Recarono di lui due Figliuoli malchi, Guglielmo , che fu Marchefe di Monferrato, e Demetrio, a cui toccò la Corona del Regno TefTalico. Soggiornava in Salertfo il Conte Diopoldo (c), mal foddisfatto de’ (c)Anonym; i'uoi emuli, che governavano la Sicilia, e probabilmente anche in della Corte di Roma. Inforfero diiTapori fra lui e i Napoleta- nlchàrd. de ni, e fi venne a decidere col ferro la loro contefa. Rimafero s. Germani disfatti i Napoletani con graviffima loro perdita di gente. Fra gli altri prigioni vi reftò Giffredo da Montefufcolo , che era lor Generale.. EfTendo prevaìuta in Verona la fazione de’ Guelfi, per fortificarla maggiormente fi ftudiarono eiìi di avere per loro Podeftà in queft’Anno A\\o VI. Marchefe. d’Efte: ufizio ben volentieri accettato da lui, perchè 1’ andare per Podeftà nelle Città libere d’allora, fi chiamava andare in Signoria, cioè andar a fare il Principe in quelle Città . ( d ) Unitoli dunque col (d) Roland* Conte Bonifacio da S. Bonifazio, nobile e potente Signore tan to in Verona, che nel fuo diftretto , cominciò il Marchefe ad e-Maunfa/ fercitar con vigore il fuo governo. Ma i Montecchi efiliati, a’ Rer° quali troppo difpiaceva la patita depreiììone , collegatifi col Marchefe Bonifacio d’ E(le 7 Zio d’eflò Alzo, e alieno da lui per liti ci-