Anno MCLXXVI. reperifnus , & fpolia hojlìum accepimus, quorum cejìimationem non Credimus a quoquam pojfe definiri. Captus ejl in prosilo Dux Ber-tholdus, & Nepos Jmperatoris, & Frater Colonienjìs Archiepiscopi . Alìorum autem infinitas captivorum numerum excludit , qui omnes Meridiano detìnentur. Chi non fapeffe , che i vittorioiì ingrandiscono Tempre il valore e la fortuna loro, di qua può impararlo . E chi aveffe anche da imparare , che i vinti fogliono inorpellar le loro perdite, legga qui le Storie de gli Scrittori Te-defehi (a), che fcrivono avere avuto i Collegati ben cento mila (a) Otto de combattenti in quefta azione , quando era di poche migliaia i’Ar- ^ B^f0°nicg mata imperiale. V’ha licenza di credere, che fuperiori di forze Godefrid! foffero i Collega ri ^ ma non per quefto era {terminato l’efercito loro, come lì può raccogliere da Sire Raul. Nè Federigo, Prin- chronogrT-cipe‘ che come Maftro di guerra fapeva bene il fuo conto, ito fa- phus Saxo rebbe ad attaccarci Lombardi con poche migliaia d’armati. Ag-giungono finalmente, che l'imperadore fece una grande ilrage di eiìì Lombardi , e che finalmente foperchiato dalle lor forze , fi aprì colla fpada il paflàggio a Pavia. La verità fi è , (¿) che celata- (b) Card, de mente fuggito Federigo, fu creduto uccifo in battaglia , e fi cer- Aragon. cò diligentemente il di lui cadavero . Prefe tal piede quefta ere-denza, che l’Jmperadrice reftatain Como fi veftì da corruccio; e molti giorni fi flette in tale ambiguità, lenza faperfi dove foiTe il fuggito Imperadore, finché alfimprovvifo egli comparve vivo e fano in Pavia . Preifo il Malvezzi abbiamo (c), che Federigo (c) Malvec. fu fatto prigione da i Brefciani, e condotto a Brefcia, da dove fug-gì in abito di mendico. Quefta favola ci vorrebbe far credere mol- Tom. xiv. to poco avveduti i Signori Brefciani. Rer- ^alic. Comparve dunque in Pavia l’imperador Federigo, ma molto umiliato, riconofcendo egli finalmente la mano di Dio fopra di sè, e di meritar anche peggio, per aver sì lungamente fomentata la disunione, e lo icandalo nella Chieià di Dio, e per tante fue crudeltà, prepotenze, & altri fuoi peccati. Pertanto ammae-ftrato dalle disgrazie, e forfè più per trovarfi fprovveduto di danaro e di gente, e configliato da varj fuoi Principi, cominciò una volta a concepir daddovero penfieri di Pace. Però non tardò molto a fpedire con plenipotenza Crifliano eletto Arcivefcovo di Magonza, Guglielmo eletto Arcivefcovo di Maddeburgo, e Pietro eletto Vefcovo di Vormazia, per farne l’apertura a Papa A Uff andrò III. che fi trovava in Anagni. Ammeffi all’udienza efpofero ildefiderio di Federigo, ed ebbero per rifpofta , che il Papa era Tomo VII, B 3 pron-