156 Annali d7 Itali a blicato dal Suddetto Signore Du Mont. Ma il Corio altro non fa ne’racconti di queiti tempi fe non copiare il Simonetta, il quale ne fapeva ben più del Guichenone, e Scriveva ciò, che accadeva a’fuoi giorni, e chiaramente parla della guerra fud-detta : il che viene ancora confermato da Criftoforo da Soldo (a) crìjiofor. (a), Autore non parziale, e vivente in queili tempi. E pe-da Soldo jji. rò non è da dubitar d’effa guerra , a cui fu pollo fine coll’ac-Tom'xxt. cordo fopra accennato. Intanto perciocché il Re Alfonfo Slava Rcr. Italie, renitente ad accettar la Pace eli Lodi, i Fiorentini e il Duca di Milano trattarono e conchiufero Lega co’Veneziani nel dì 30. cl’Agolto dell’Anno prefente, come apparifee dallo Strumento g-f"' riferito dal fuddetto Signore Du Mont (¿). Alla qual Lega piomat. aderirono dipoi Borfo d’ Eflc Duca di Modena e Reggio , e Si-Tom. 3. gnor di Ferrara, e i BologneSì. Fecero anchepace 1 Veneziani nell’Aprile di queSl’Anno con Maometto Imperadore de’Turchi . Fu poi fpedira la fuddetta Lega de’ Veneziani e Principi menzionati, e portata dai rifpettivi Ambafciatori alla Corte Romana , acciocché il Pontefice Niccolò Sì adoperale per ridurre alla Pace anche il Re Alfonfo , e farlo entrare nella Lega me-^nf.^Ecc. defima. (c) Nè egli mancò d’inviare a Napoli coneilì Ambafcia-m anetti tori il Cardinal Domenico Capra me a, uomo di gran deiìrezza ed yltpabilità per fomiglianti affari, Rer, Italie, Anno di Cristo MCCCCLV. Indizione ili. di Callisto III. Papa 1. di F E D erigo III. Imperadore 4. ERa già da gran tempo malconcio per la podagra e chi-ragra ii buon Pontefice Niccolò V. e da qualche tempo an- (d)Roynaid. COra s era familiarizzata con quelli malori la Sèbbre . (d) Non Ann. Ecc. -n mezzo a tantj nemici. Prima nondimeno di paf- lare alla vera Patria de’Giufti, ebbe la confolazion d’intendere, che era riuicito al Cardinal Capranica d’indurre il Re Al-fonfo nel dì 26. di Gennaio deli’Anno prefente a ratificarla Pace fatta in Lodi fra i Veneziani e il Duca di Milano: cofa tanto bramata e proccurata da efìo Pontefice. Motivo di maggiore allegrezza fu appreiìo l’avvilo, che lo iteiTo Re era entrato nella