ii4 Annali d* Italia. neto , Taddeo Marchefe, ed Alberto Scotto Conte di Vigoleno -, con affai loro gente ; ma non trovandovi provvifione di viveri che per due giorni, non tardarono a renderiì prigionieri, efien-do nondimeno riufcito ad Alberto di fuggirfene , e di arrivar fal-vo fui Reggiano. Perchè poi di queila gran perdita fu incolpato ( non so le a ragione o a torto ) eiìo Marcheiè, rimeffo che fu in libertà, e tornato al Campo Veneto, nel di 21. di Giugno deli’ Anno Tegnente d’improvvii'o cadale morto , non fenza iofpetto, (a) s. Anto- che gli foffe fiata abbreviata la vite • Scrive Santo Antonino ( a ), *Tk nell’efpugnaziofìe della Città di" Piacenza il Conte france- fco trovato in mezzo alla grandine delle palle e de i faiTi nemici, di maniera che parve prodigiofo, l’aver egli falvata la vita. Con queila imprefa, che gli fece grande onore preffo i Rettori della Repubblica Milanefe, terminò egli la campagna prefente, e fi ritirò a Cremona, anguftiata non poco sì per terra , come per Po dall’Armi Venete* Ne’fi vuol tacere, che avendo Carlo Duca d'Orleans dopo la morte del Duca Filippo Maria ricuperata la Città d’Aili, mandò colà un gran corpo di cavalleria e fanteria , forfè tre mila per-fone, concedutegli dal Re di Francia fotto il comando di Rinaldo di Dudresnay. E perdi’ egli pretendeva all’ eredità del Duca defunto, ficcome Figliuolo di Valentina Visconti, perdo queilo fuo Governatore portò la guerra full’Aleffandrino , prefe molte Cartella, e fi diede ad affediar la Terra del Bofco. Verfo la metà d’Ottobre fu colà inviato dai Reggenti di Milano Banolom-eo Coleone , che con circa mille e cinquecento cavalli diede battaci») Cronica- a que’Franzefi , (¿) e li mife nel dì 11. d’Ottobre in ifcon-«{1 Bologna, fitta con far prigione lo ileflo lor Condottiere Rinaldo; vittoria J°} Simo t nondimeno, che collo ben cara anche a i vincitori, (c) E gli A-Pit.Franci/hi leifandrini, perchè i Franzefi non aveano dato quartiere alla lor sjoriuc,i.<0. gente, trucidarono poi quanti d’eifi aveano fatti prigioni. Pafsò Ìte7.'Italie. dJ’p°i Bartolomeo -a Tortona, e coilrinfe quel popolo a predare ubbidienza a Milano. Non fu efente in quell’Anno da novità la (.ì) Ginfii- Tempre inquieta Città di Genova. ( d ) V’era Doge Rafaello A-G^nva l dld°rn0' -Ad iftanza di molti fuoi emuli ri nunzio egli il governo } nel dì quattro di Gennaio. Venne fuilituito a lui Barnaba Adorno, ma per pochi giorni, perche nel dì 30. d’elfo Mefe entrato in Genova Giano da Campofregofo, benché con poca gente, ebbe tal fenno e forza , che detronizzato Barnaba, li fece proclamar Doge di quella Città. L’aiutarono a quella imprefa i Iran-