Anno MCCCCXLVIII. h9 vea il Conte reftituir tutti i prigioni e le Terre prefe nel Bresciano e Bergamafco. Crema li dovea cedere ad efli. Tutto il rimanente dello Stato di Milano avea da effere dello Sforza, con obbligarli i Veneziani d’aiutarlo con gente e danaro a tale acquirto. La pubblicazione di quello accordo fece rimanere eftatico ognuno . Ma quando il Conte lì credea di cominciar a goderne i primi frutti colla confegna di Lodi, che gli li dovea dare da’Veneziani , trovò, che nel dì innanzi, cioè nel dì 17. d’ Ottobre, quella Città s’era renduta a Francefco Piccinino per ordine della Reggenza di Milano. Efeguì prontamente il Conte tutto quanto egli avea promeffo, col redimire ogni Terra e prigione . Fuggì da lui in quedi tempi Carlo da Gonzaga con circa mille e ducento cavalli, e cinquecento fanti; ma nel dì primo di Novembre ( a ) tirò il Conte al fuo Servigio Guglie l-(a) Btnvrn mo Fratello di Giovanni Marckefe di Monferrato, che lì obbli- da S. G lorg* gò di fervido con fettecento Lancie da cavalli tre per lancia in tutto cavalli due mila e cento, e con cinquecento fanti per Tom. ’ otto meli. Nella capitolazione, feguita fra loro, FrancefcoRcr- llalie' Sforza , fecondo 1’ ufo di coloro, che promettono molto per efeguire pofcia poco e nulla, non vi fu condizione, che non accordale a Guglielmo. Cioè di dargli la Città d’Àlef-fandria, e in oltre quelle di Torino, e d’Ivrea con una gran copia d’altre Terre fpecificate , fe pur venifl'ero alle mani d’erto Conte. Lodovico Duca di Savoia anch’egli in quedi tempi facea guerra allo Stato di Milano, ed avea occupato varie Cartella. Quanto alla Tofcana, infettata in qued’Anno dall’armi del Re Alfonjo, (¿) i Fiorentini fi dudiarono di rinforzarfx colpren-(b) Nm dere quanta gente poterono al loro foldo. Fra gli altri a sè tira ccùPPoni rono Sigismondo Mah te/la Signor di Rimini, uomo abbondante To.’"’xfiil di valore, ma più di vizj. Codui s’era acconciato col Re Alfon- R". halle. fo, menando feco fecento Lance da tre cavalli per lancia, eratl Afnìmì^l quattrocento fanti. N’ avea anche ricavato trenta mila feudi. Ma fattegli più vantaggiofe offerte da’ Fiorentini, lafciando burlato il Re, fi ridufle al loro fervigio ; e per opera loro fi pacificò ^ jnnaUs col Conte Federigo d’Urbino nemico fuo. Fu prefo anche al lo - Foroihienfes ro foldo Taddeo de’ Manfredi da Faenza con mirtee ducento ca ft*^' valli, e ducento fanti. Morì appunto in queft’Anno a dì 18. o ‘' cronica pure 22. di Giugno (e) Guidantonio, olia Guidalo fuo Padre ^ Rimini, Tomo IX, P; ai TJ?m' xf',-