Storia ¡/entrale Panama; prima si provò ad espugnar Maracaibo, situata sulle rive d’un lago comunicante col mare. Gli riuscì diarie il sacco e carpire agli abitatori 250,Q00 doppie d’ oro. Mentre accingevasi ad uscir dal lago, incontrò alla bocca 3 navi di guerra spagnuole di quaranta, di trenta e di ventiquattro cannoni. Una delle proprie navi metamorfosò in incendiaria e ponendo questa all’ avanguardia investì il nemico e lo soverchiò. Nell’ottobre del 1670 novelli volontari-lo raggiunsero alla Giamaica, sicché al 26 dicembre egli ebbe in p>ronto 2000 pirati che accalcò sulle proprie navi. L’isola di Santa (’aterina era stata dai viceré della Nuova Castiglia ridotta a stabilimento penitenziario. Morgan vi' condusse l’armata, scelse fra i prigionieri tre guide e spedì una divisione a sorprendere la città di Chagres sul lido atlantico dell’ istmo di Panama. Vi raggiunse l’avanguardia, vi lasciò 500 uomini di guarnigione e 150 marinari a guardia del naviglio; ed il 18 gennaio del 1671 intraprese il viaggio attraverso l’istmo con 1200 seguaci i quali scompartì in pedoni, che .si aprirono un cammino nella foresta tra asprezze inaudite ed in una divisione fluviale che imbarcatasi su 5 barcaccia e 32 canoe, risalì la riviera di Chagres, fiancheggiando così la colonna di marcia. Dopo nove giorni di sofferenze le quali costarono la morte a non pochi, i filibustieri giunsero al culmine della catena centrale donde un tempo Vasco Nuñez de Balboa aveva scorto prolungarsi indefinitamente il flutto del mar Pacifico. Giù giù in fondo alla pianura ubertosa Panama, ignara d’avere il nemico così da piresso, stendevasi tra i giardini. Tal era la fame dei filibustieri che quando disòesero nella valle divorarono crudo il bestiame cui riuscirono a porre addòsso le mani. Il governatore di Panama ebbe notizia dell’ approssimarsi di Morgan ed uscì fuori con due squadroni di cavalli, due reggimenti di fanti e 200 tori selvaggi coi quali intendeva spargere la confusione nelle file dei filibustieri. Il primo scontro fu dubbio, il secondo favorevole ai pirati i quali, non curando in niun modo il trarre dei castelli, diedero la scalata alle mura, penetrarono in città e l’incendiarono, non accordando quartiere a ninno che fosse