Anno MCCCLXX. 545 Novembre capitolarono la refa. Lo Strumento di effa dedizione vien rapportato da Benvenuto da S. Giorgio (a). Per quella per- (a)Benvenut. dita preiero brutta piega gli affari del Marcheie Giovanni. Se-condo il Corio (b) , in quello medeiìmo Anno etto Galeazzo ri- ferrai. t.s3. cuperò la Città di Como, che colla Valtellina fe gli era ribel- f'['rItalic,\ lata. Bernabò diede principio ad un mirabil Ponte d’ un arco fo-¿ìmiUm. ’ lo fopra l’ Adda a Trezzo, e fece fabbricar Cittadelle a Brefcia, Bergamo, Cremona, Pizzighettone, Crema, Pontremoli, Lodi, Sarzana, ed altri Luoghi. E perciocché Galeazzo fuo Fratello (c) avea cominciato in Milano il Cartello di Porta Zob-(e) Annuiti bia, anch’egli il mife a fabbricarne un altro nel iito , dove ora Medioian. è lo Spedai Maggiore. Quanto a Genova , fe la Pace entrava ^^file. talvolta in quella Città, (d) bifognava ben, che s’ afpettaffe d’ (d) Georgìut ufeirne in breve per l’iilabilità e bollore di quelle teile. Ga- SQ^fnTaL briello Adorno allora Doge di quella Città , benché perfona efen- Tom. xvil. te da ogni taccia di tirannia, anzi lodevole in tutte le azioniRer- halic. fue, pure non giugneva a contentare un popolo, che troppo amava le novità, diviio per le fazioni Guelfa e Ghibellina. Nel dì 13. d’Agoilo contra di lui inforfe coll’armi una parte del popolo. Fece egli fonar campana a martello per avere foccorfo, e niuno il morte per lui. Fu prefo per forza il Palazzo Ducale, ed allora molti de’Mercatanti e del Popolo fi riduffero alla Chiefa de’Frati Minori, dove proclamarono Doge Domenico da Campofregofo> Mercatante Ghibellino di molta prudenza e ricchezze. Per maggior fua ficurezza fece egli ritenere il deporto Adorno, e man-dollo prigione a Voltabio , facendolo cuftodire da buone guardie. L’Anno fu quello (e), in cui la Città di Lucca dopo tanti anniW di fervitù ricuperò la fua Libertà, per maneggio fpezialmente ^ioundna* de’Fiorentini, affai informati de’movimenti di Bernabò Viscon- <3-te per ottenerla o con danari o colla forza. Venticinque mila Fiorini sborfati al Cardinal Guido, che n’ era Governatore , il fecero andar con Dio, e lafciar libero quel popolo, il quale fra le allegrezze della ricuperata Libertà non dimenticò di atterrare l’odiata Cittadella deU’Agoila, iìccome quella, che avea tenu» to fempre in addietro il giogo addoffo alla Città. Anno