Annali d’ Italia. de’ Cittadini, i quali cominciarono a reggerli a Comune. Nel dì 3. di Ottobre arrivò ad effa Pifa l’Imperadore coll’Imperadrice . Impoi'e una contribuzione a quel Popolo, e prefe in prelhto da alcuni di que’mercatanti dodici mila Fiorini d’oro. Minacciava intanto i Fiorentini, richiedendo da erti Volterra , ed alcune Cartella tolte a’ Luccheiì. La rifpofta fa , che gli rifponderebbono per le rime, s’egli avea voglia di guerra. In quelli tempi una (a.) Cronica ffrepitofa disunione fu in Siena fra i Nobili e il popolo, (a) Spe-Toml‘xVk Girono i Salimbeni all’Imperadore, perchè mandaffe un corpo de’ Rer. Italie, iuoi Armati. Egli vi ipedì Malate/la Unghero Signore di Rimini con ottocento cavalli, il quale entrato in Siena, ed unitoli col popolo, atterrò il governo de’ Nobili. Colà poi da Pifa fi trasferì anche l’Imperadore nel dì 12. d’Ottobre, ed ebbe il dominio di quella Città, dove dichiarò fuo Luogotenente Malatefta. Suo Vicario avea anche lafciato in Pifa e Lucca Gualtieri Vefcovo d’ Augufta. Per Fiorini mille e fecento venti in Firenze era in pegno la Corona Imperiale d’oro, perchè Carlo fempre li trovava sbrollo, tuttoché rufpaffe danari da ogni parte. 1 Saneli gliela difimpegnarono, e in oltre a lui pagarono e preftarono altri danari . Dopo la dimora di pochi giorni in Siena l’Augufto Carlo Urbani'V cavalc