5^8 Annali d’ Italia. taglia al Campo; battaglia, che durò ben fette ore colla morte di molti Baroni, e di più di quattrocento uomini dell’Impera-dore. Rimafe il popolo padrone del Campo, e prefe circa mille e ducento cavalli, e molte armi ed arneii. Malatefìa cotanto fi raccomandò , che fu lai'ciato ufcire di Città con ducento cavalieri. Altrettanto fecero i Salimbeni. L’Imperadore fi rifugiò nel Palazzo, e reftò quivi aifediato. In tale fiato altro fcampo non ebbe, che di venire ad un accordo con ricavar danari in com-penfo del danno e vergogna a lui fatta. Cinque mila Fiorini ricevè in contanti allora , quindici altri mila furono promeiìì in tre paghe : con che perdonò a’ Sanefi , e confermati tutti i Io r Privilegi, aifai malcontento fe n’andò a Lucca. Forte gli batteva tuttavia il cuore. Fu in rotta co i Pifani , ma poi trai’ aggiuftamento, che fece con loro , e F aver fatto ripatriare Pie-fa) Tronfi, tro Gambacorta, ( a) ne ricavò un regalo di cinquanta mila Fio-rini. Per altrettanta fomma fece accordo co i Fiorentini. Sot-traife Lucca dal dominio de’Pifani per le tante iftanze di quel popolo, che gli promifero altri venticinque mila Fiorini, e quivi lafciò per Governatore il Cardinal Guido di Monforte , Poicia nel Mefe di Luglio s’inviò coll’Imperadrice alla volta di Bolo- (b) Chronìc. gna, (¿) dove fu a riceverlo Niccolò Marchese d’Efte, e condot-Eflenf. t.ij. tolo a Ferrara con grande onore, andò poi accompagnandolo %cr. mie. a j confini del fuo Stato. Imbarcoffi Carlo colla Moglie, e pafsò in Germania, feco portando groife fomme d’oro , di cui era ilato diligente cacciatore, con empiere l’Italia di carte pecore, ma feco molto più di vergogna portando, per eiTere venuto in Italia a pacificarla, ed avendola più che mai fcompiglia-ta , e per avere proftituita in varie maniere la fublime dignità Imperatoria. Guerra fu in queiF Anno fra Papa. Urbano V. e i Perugini. (c) v'ua (c ) Perchè alla lor fignoria erano fiate tolte le Città d’Aflìfi e di Urbani p. Città di Cartello, fdegnoiìi forte quel Popolo contro il Pontefi-fa/’ieJii/' ce> e gli negava ubbidienza; anzi fece delle feorrerie fin fotto Viterbo, dove foggiornava lo fieifo Urbano. Perciò contra di (d) AnnaUs loro fu inviato un efercito con tali forze, ( d ) che nel prefente Medioian. Anno, dopo molto contrailo, Perugia abbafsò l’ali, e fi fottomi-Ker. Italie. legittimo fuo Sovrano. Più ftrepito fece in Tofcana un’al- tra guerra. Erafi dianzi ribellata a’Fiorentini la riguardevol Terra di San Miniato. Da che fu ufeito di Tofcana l’Imperado-re, il Comune di Firenze fpedì l’efercito fuo ad aiTediarla ; ma Ber-