Anno MCCCLXV. vedemmo Marito d’effa Reina, ma disguflato di lei, all’udire inforta guerra in Ifpagna, colà fi portò, e vi rimafe prigione. La Reina dipoi il riicatrò collo sborfo di fettfanta mila Ducati d’ oro . Se ne tornò egli nell’Anno Seguente in Italia , ma poveramente . La Cronica di Bologna ha (a) , che la Reina Giovanna, (a) Cronici Donna di gran coraggio, e che fapea montare a cavallo, quan- ^ S°xvni do oc correa, l’avea tenuto in prigione più di Tei meli, per le-Rer. itakc. vargli di tefta la voglia d’ettere Re; ma io non faprei aflicurar la verità di quello fatto. Anno di Cristo mccclxvi. Indizione IV. di Urbano V. Papa 5. di Carlo IV. Imperadore ir. NAcque nel Maggio dell’Anno prefente a Galea^o Visconte in Pavia una Figliuola da Bianca di Savoia, a cui fu pollo il nome di Valentina (/>), e col tempo pafsò in Fran- (b) Corioifi. eia , maritata in un Principe di quella Reai Caia . Per quella ^ Mdano' nafeita li fecero mirabili felle in quella Città. Ed ettendo in tal congiuntura capitati colà Niccolò Marche/e d’Elle , e Mala-tejla Unghero, che andavano per loro affari alla Corte del Papa , tennero inlieme con Amedeo Conte di Savoia al facro fonte la fanciullina. Pattarono dipoi i due primi Principi a Milano, dove ricevettero di grandi finezze da Bernabò, quando il lor viaggio ad Avignone avea per ifeopo la rovina di lui , fe la fortuna gli avefle aflilliti. Giunti quelli due Principi al Papa, il moflero a maneggiare una Lega, in cui avellerò luogo non fola-mente il Papa fletto (c) , i fuddetti due Signori, Francefco da (e) Raynau-Carrara, Lodovico e Francefco da Gonzaga, ma anche lo 11 elio dus A'inaL Carlo Imperadore , a cui fu d’etta Lega dato il ballon da comando , e Lodovico Re d’ Ungheria. Quella poi fu conchiufa nel dì 7. d’A gotto dell’Anno feguente. Le apparenze erano, che la voleflero unicamente contro le Compagnie de’ lbldati masnadieri, flagello infopportabil allora dell’Italia; ma creduto fu, che fegretamente lì trattatte della depreflion de’Visconti , la potenza de’ quali dava da gran tempo troppa gelofia a cadauno de’ Principi d’Italia. Appena l’accorto Bernabò ebbe fentore di quello maneggio , che per chiarirfi delle loro intenzioni diede ordine a’fuoi Ambafciatori di far iflanza per eflere ammetto in X 4 quel