158 Annali d’ Italia; parendo nondimeno, che elio Alberghettino non gli lafciafle mettere il piede in quella Città. In quell’ Anno un orribil tremuoto, oltre ad altri Luoghi, sì fieramente conquafsò la Città di Norcia, che vi perirono da quattro mila perfone » Anno di Cristo mcccxxix. Indizione XII. di Giovanni XXII. Papa 14. Imperio vacante . STANDO in Piia Lodovico il B avaro, fi trovava più che mai fallito di moneta. Erano alla Corte di lui A^o Figliuolo, {») Sonine, e Giovanni Fratello del fu Galea^o Visconti (a), e forfè erano Morigia forzati a ftarvi. Unitili quelli con Marco Visconte , fiato fempre ^Tornlxil'" grazia d’elTo Bavaro, feppero così ben’ trattarei fatti loro, Rer. Italie, che coll’ efibizione di feifanta mila Fiorini d’oro ( il Villani dice ViKanii^1 ccnt0 venticinque mila ) da pagarfegli parte in Milano , e par-«ap. ‘117. te dappoi, ottennero quanto vollero. Cioè Azzo impetrò il Vicariato di Milano; e Giovanni dall’ Antipapa , che era venuto a Pifa, fu creato. Cardinale, e fuo Legato generale per tutta la Lombardia nel dì 18. di Gennaio . Di quello danaro affegnò il Bavaro trenta mila Fiorini d’oro a i Tedefchi ribellati, che ila-vano nel Ceruglio, fperando di riavergli al fuo fervigio ; ma perchè non corfe la moneta, Marco Visconte, ficcome già accennai , fu ritenuto come oìlaggio e malevadore da effi. Andof-fene il valorofo giovane A^o Visconte , accompagnato dal Por-caro ( così è nominato dal Villani : io il credo Burgravio ) Ufi-■stiale del Bavaro, per entrare in poiTeiTo di Milano, e giunfe a Monza con giubilo di quel popolo. Quivi fi fermò tredici dì, perchè Guglielmo Conte di Monforre Governatore di Milano non volea cedere, fé non era prima foddisfatto delle fue paghe. Azzo il foddisfece, e prefe il dominio di Milano. Scrive il Villani , che il Porcaro fuddetto a nome del Bavaro ebbe da A zzo venticinque mila Fiorini d’oro, co’quali marciò alla volta di Lamagna, lenza mandare un foldo ad eiTo Bavaro , nè a’Cava-, lieri del Ceruglio : del che il Sitibondo Bavaro provò grande at-^FUmma fanno. Anche Giovanni Zio d’Azzo, e falfo Cardinale, dovetti Gcji. te tornare in tal congiuntura a Milano ; ed allora avvenne ciò , Twn 'xu c^e narra Galvano Fiamma (¿), cioè che in quella Città infor-r"1, '.halle,fefo molti fallì Religiofi, pubblicamente predicanti, che Papa. Gio-