Anno MCCCLXXVI. 3ét per aver foccorfo. Prima di quello avvenimento, cioè fui fine di Dicembre, anche la Città di Forlì (a), dopo avere fcaccia- (a) ChronU. ta la fazione Guelfa , fi fottraffe alla Signoria della Chiefa , e^0^lvlf^e’ nel dì dell’ Epifania dell’ Anno prefente acclamò per fuo Signo- Reri Italie. re Sinibaldo Figliuolo di Francefco de gli Ordelaffi , il quale nell’ Anno 1373. era mancato di vita in fervigio de’Veneziani. A sì fatti Sconcerti tennero dietro in breve innumerabili mali in Italia. Soggiornava in Faenza il Vefcovo d’Oftia, Conte della Romagna, e perciocché Afone, o fa Aflorgio de Manfredi teneva pratiche per far ribellare ancor quella Città, nè mancavano ivi riffe e tumulti, chiamò colà Giovanni Aucud, che co’ fuoi Inglefi era all’ affedio di Granaruolo. ( b ) Entrato 00 Gasata che fu l’Aucud colla fua gente, cominciò a fare iilanza per R le fue paghe. Perchè era vota la borfa del Ministro Pontificio, To.xvm. trovò l’iniquo Inglefe la maniera di pagarli alle fpefe dell’in-Rcr'R1f^s' felice Città, (c) o pur ciò fu a lui ordinato, come fama corfe Hift.Ravenn. dallo fìeffo Conte della Romagna, che era il peggior uomo deH-A-£- ^ Mondo. Col pretefto dunque, che meditaffero ribellione, trQ-di Bologna cento de’ principali Cittadini cacciò in prigione -, fpinfe fuor di Tom. xvilU Città gli altri ( erano circa undici mila perfone dell’uno e dell’ Rir'Iultc' altro feiTo ) con ritener folamente quelle Donne , che piacquero a lui ed a i fuoi. Tutta la Città con inudita crudeltà fu interamente data a facco, e vi reftarono trucidate circa trecento perfone , maffimamente fanciulli. Ecco quai cani teneffero allora al fuo fervigio in Italia i Miniitri Pontificj . Nel Mefe d’ A-prile anche Imola fi fottraffe all’ ubbidienza del Papa , e ne divenne poco appreffo padrone Beltrame de gli Alidofi. Di Camerino parimente e di Macerata in quelle rivoluzioni s’impadronì Ridolfo da Varano , perfonaggio di gran valore . Chiaramente conobbe allora Papa Gregorio XI. a quanti malanni avellerò non men egli, che i fuoi Predeceffori, efpofta l’Italia, e fopra tutto gli Stati della Chiefa colla lor lontananza. Perciò allora fu, che prefe la rifoluzione di trafportar la Corte di qua da’monti per timore di perdere tutto, giacché Roma fteffa tutta era in confulìone, e buona parte de’Baroni Romani in rivolta. Ma conofcendo, che la prefenza fua farebbe riufeita un inutile fpau-raccio, fe non veniva fiancheggiato dall’armi, affoldò in breve tempo un efercito di Brettoni sì poderofo, che fecondo il comune ufo d’ingrandir fempre il numero de’combattenti, e i fuc-ceffi delle battaglie, fama fu, che afeendeffe a • quattordici mila ca-