Anno MCCCLXX1I. 349 fili Bolognefe (a) nel dì 18. di Novembre, dove diede un ter-(a) Cronica ribil guaito, e bruciò cafe e palagi. Arrivò fino alle Porte di ^ B°xvTn Bologna all’ improvvifo , niuno allettando tal vifita in vigor r«. Italie,’ della Tregua. Ne menò via ben tre mila buoi, e il danno recato fi fece afeendere fino a fecento mila Fiorini d’ oro. In Pavia nel dì 3. di Settembre di queft’Anno finì di vivere Ijd-beila. moglie del giovane Galea^o Visconte Conte di Virtù, e Figliuola di Giovanni Redi Francia, Principerà, che per le fue rare virtù fi truova iòmmamente encomiatane gli Annali di Milano, e di Piacenza . N Non oftante, che s’interponeffero gli Ambafciatori del Legato Pontificio, de’Fiorentini, e Pifani , per impedirla guerra, che s’andava preparando fra i Veneziani , e Francefco da Carrara Signor di Padova, maniera non fi trovò per quetar le differenze . (¿) Severamente furono gaftigati alcuni Nobili Veneti ami-(b) Carefin. ci del Carrarefe, che gli rivelavano i fegreti del Configlio. Ma 7^ Vxn. ciò, che maggiormente irritò il Senato Veneto, fu l’avere feo- Rer. Italie. perta un’indignità del Carrarefe, il quale fegretamente avea ipe-//? diti a Veneziani alcuni fuoi fgherri per levar di vita certi altri No- Tom. xvù. bili fuoi nemici, perchè attraverfavano i trattati della concordia. Rer- Ilalic-A molti di quegli affaffini coftò la vita lo feoprimento del dife- tdufius* gnoj e per quello fi venne affarmi. Gli avvenimenti d’effa Chronìo. guerra, in cui fu affittito il Carrarefe da Lodovico Re d’Unghe- ¡fj*' ria, furono varj, e veggonfi diffufamente deferitti dal Careiìno, dal Redufio , e da i Gatari. Fino poi a queft’ Anno erano durate le fiere nemicizie e guerre fra i Re di Napoli Angioini, e i Re di Sicilia Aragonefi. (c) Da che il Re Pietro tolfe al Re(c)Raynau. Carlo 1. la Sicilia, non mai durevol pace feguì fra loro . Neldus Annui prefente Anno finalmente ftabilirono un accordo Giovanna Regi-Eccl^‘ na di Napoli e Don Federigo d'Aragona Re di Sicilia, effendofi indotto 1’ultimo a riconofcere dalla Regina in Feudo quell’ Ifola ; e di pagarle annualmente a titolo di cenfo tre mila once d’oro, cadauna delle quali valeva cinque Fiorini d’oro, e per confe-guente quindici mila Fiorini d’oro per anno: fomma veramente pefante ; e di ufare il titolo di Re di Trinacria, e non già di Sicilia, riferbato alla Regina Giovanna. Il Fazello (d) con er-mAf/;, ror grave fa mancato di vita il Re Federigo nell’Anno 1368. deReb.sicul, Gli Atti pubblici dal Rinaldi il compruovano vivo in queft’ An-1 9'c' 6 ' no, ed autore della fuddetta concordia, la quale fu approvata dal Papa . Diede bensì fine al fuo vivere nel dì 17. di Luglio deli’