360 Annali d’ Italia. tananZa, addotto ad Ottone Duca di Brunsvich, e a lui diede la (a) Bcnve- preminenza nella fcelta d’un Marito. (a) Per Nobiltà, fe fi ec-Giorghfjfl. cattavano i Re della le hi atta Franzefe , niuno gli andava innante/ Monfer. zi, perchè difeendeva dall’ antica e nobiliffima Linea Eftenfe Guelfe/- Italie Germania, che avea prodotto illuttri Duchi, e un Imperado-re. Pochi poi il pareggiavano nel valore e nella faviezza. Da alcuni anni in qua egli dimorava in Monferrato, lancia e feudo ai teneri figliuoli del fu Marcheje Teodoro fuo parente. Per li l'uoi importanti fervigi unitamente con etti Figliuoli era invertito delle Città d’Arti, e d’Alba, e della Terra di Montevico, e non men d’effi dichiarato Vicario Generale dell’imperio in quelle parti da Carlo JV. Augujlo. Accettò quello Principe l’offerta del Regai Matrimonio, e nell’Anno feguente lì diede compimento al contratto, ma colla condizione, che'la Reina gli farebbe comune il letto, ma non il Trono. Anno di Cristo mccclxxvi. Indizione xiv. di Gregorio XI. Papa 7. di Carlo IV. Imperadore zi. SEmpre più andarono peggiorando in quell’Anno gli affari temporali della Chiefa Romana in Italia. Pareva, che tutti i popoli, anche delle più minute Terre, andaffero a guadagnar Indulgenza, ribellandoli al Papa loro legittimo Signore. Afcoli lì rivoltò; Civita Vecchia, Ravenna, ed altre Città non vollero effer da meno. Guglielmo Cardinale Legato Apo-llolico tenne colla fua prefenza per quanto potè in ubbidien- (b) Cronia za la Città di Bologna (¿); ma quel popolo al vederne tant’ Te BÌTni a^tr* ’ c^e ^co^'° ^ gi°g° aveano ripigliata la Libertà, fecreta-Rer. Italie. ' mente ancora ttuzzicato da’Fiorentini, autori di tutte quelle Matth. de fedizioni, finalmente nella mattina del dì 20. di Marzo, mo-Chronk^ rtrando folpetto, che il Cardinale fotte dietro a vendere Bolo-lim. eod. gna a Niccolò Marchefe di Ferrara (c) per mancanza di danari ( che nè pur un foldo veniva da Avignone ) levarono rumore, Tota. eoi. e prefero il Palazzo. Fuggì traveftito il Legato, e pofeia le n’andò a Ferrara. Fu dato il faeco a tutto il fuo avere, e a tutta la Famiglia fua. Pofeia da che lì furono que’Cittadini impadroniti del Cartello di S. Felice , che furiofamente fu fman-tellato, formarono governo Popolare ? e mandarono a Firenze per