Anno MCCCLXXI. 345 che Feltrino trattava con Bernabò Visconte di vendergli Reggio , anch’egli concorfe al mercato. Venne per quefto a Parma Bernabò , dopo avere fpedito a Feltrino Ambrofìo ilio Figliuolo ( già liberato per danari dalle carceri di Napoli ) con aiuto di gente. Fu conchiufo il contratto fra lui e il Gonzaga nel dì 17. di Maggio, come apparifce dallo Strumento, per cui comperò Bernabò la Città di Reggio pel prezzo di cinquanta mila Fiorini d’oro, con lafciare a Feltrino il dominio di Novellara e Bagnolo , che erano del difiretto di Reggio. Altri venticinque mila Fiorini ( quaranta mila dicono gli Annali Milaneii (a) ) pagò il Visconte al Con-(a) Annates te Lucio, affinchè gli deffe libera la Città. Dopo di che tanto il j^xvi. Gonzaga, che il Conte Lucio fi ritirarono, comandando cofiui alle Rer. Italie. genti del Marchefe d’andarfene : altrimenti avrebbe contra di loro adoperata la forza. Enorme fu il tradimento ; e pur con tanti efempj della ma-la fede di quefii iniqui masnadieri i Principi d’Italia li conducevano al loro fervigio; e il Conte Lucio appunto pafsò da Reggio al foldo di Giovanni Marchefe di Monferrato, contro al quale aipramente guerreggiava Galea^o Visconte. Scritte il Corio (¿), e prima di lui l’Autore de gli Annali Milanefi, effere fiate le milizie di Bernabò, che diedero l’efecrabil facco alla Città di Reggio. La Cronica Efienfe (c), ficcome ho detto, e Matteo Grif-(c) Chronic. fone (¿0, attribuirono tanta iniquità alle foldatefche del Con- £fienf.T. i$. te Lucio. Ebbe bene a roderfi le dita per sì infelice imprefa il (d)"jidfttA. Marchefe Niccolò. Non folamente non acquiftò egli Reggio , ma de Griffonihi fervi lo sforzo fuo a farla cadere in mano del maggiore e più po- c^r- j0n°gl~ tente nemico, eh’ egli avefie -, e fu la rovina di quella sfortunata Rer. ìtaliì, Città, la quale rimafe defolata, ettendofene ritirata buona parte de’Cittadini o per le miferie fofferte, o per non reftare lotto il duro dominio del crudele Bernabò Visconte. Poco flette ancora l’Efienfe a pagarne il fio, perchè Ambrofìo Visconte nel dì 14. d’Agofto con ifchiere copiole d’armati diede il guafio al territorio di Modena, arrivò fui Ferrarefe, attediò il Bondeno, e fece ineftimabil preda di perfone e beftiami. Le mire di Bernabò andavano oramai fopra Modena fiefla : del che fommamen- • te furono feontenti e in pena Papa Gregorio, e tutti i Collegati, veggendo crefcere fempre più la potenza del poflente Bifcione. Contro le forze di Galea^o Visconte non potea intanto reggere Giovanni Marchefe di Monferrato, ed avea già perduta parte del fuo paefe. Appigliofiì dunque al partito, ficcome dicemmo, di con-