344 Annali d* Italia. Anno di Cristo mccclxxi. Indizione ìx. di Gregorio XI. Papa x. di Carlo IV. Imperadore 17. FEcero gran rumore in Italia nel prefente Anno le calamità della Città di Reggio, (a) Padrone d’efla Feltrino da Éftenfc, Gonzaga tirannefcamente opprimeva quel Popolo, che perciò JR™. Italie, nulla più delìderava, che di paiTar lotto altro Signore. I Boiardi , Roberti, Manfredi, principali d’eiTa Città, ne fecero parola al Marcheje Niccolò d’ Elle Signor di Ferrara e Modena , rappresentandogli facile F acquifto per la dilpofizion favorevole di que’ Cittadini. La voglia di slargare i confini, da cui non va e-fente alcuno de’Principi, l’aver Feltrino ufati in addietro varj tradimenti ed infolenze al Marchefe; e le pretenfìoni, che tuttavia nudriva la Caia d’Elie fopra di Reggio , pofTeduto già da etta anche nel principio del corrente Secolo: gli fecero dare il confenfo a quella tentazione. Richiedeva F imprefa delle forze , e perciò prefe egli al fuo foldo la Compagnia di masnadieri di varie Nazioni, mena inlìeme dal Conte Lucio di Suevia , non so fe Fratello del già uccifo Conte Corrado Landò, uomo che anch’ egli col prendere il foldo altrui, o pur colle rapine e coifaccheg-gi manteneva le truppe fue. Sul Sanefe aveano colloro bruciato {b) Cronica circa due mila cafe, (¿) e fpremuto da quel Comune peraccor-Tom'tod ot£o m^a fiorini d’oro a dì 22. di Marzo. Vennero pel Bolo-gnefe a guila di nemici, e il Marchefe per coprire i fùoi difegni gl’ inviò lotto Saflùolo, moilrando di voler quivi piantare una Ba~ llia, giacché durava la guerra contra di Manfredino Signor di quella Terra. Pofcia nel dì 7. d’Aprile fegretamente cavalcò la gente del Marchefe a Reggio , fotto il comando di Bechino da Marano; e preia la Porta di San Pietro per forza, entrò vitto-riofa nella Città . Feltrino da Gonzaga lì rifugiò nella Cittadella, e tenne forte anche due Porte della fletta Città. Arrivò intanto Io fcellerato Conte Lucio colle lue sfrenate masnade • L’ordine era, eh’ egli non entrafle nella Città , per ifchivare i difor-dini ; ma coftui trovò la maniera d’introdurvifi con prometta di non danneggiare i Cittadini. Ma appena quelle inique milizie furono dentro, che diedero un orrido facco alle cafe , a i facri Templi, con tutte le più detellabili confeguenze di sì fatte inumanità . Nè ciò ballando all’ iniquo Condottiere ? da che intefe, che