Anno MCCCLXX1II. nel pattare verfo San Giovanni il fiume Panaro, ( a ) Giovanni (a) Chronìc; Aucud co’ iùoi Inglefi e co i Bolognefi, e limife in rotta con far prigioni circa mille perfotie. Secondo la Cronica di Piacenza (¿) (b) Chronh. la maggior parte de gli {confitti fi falvò colla fuga; ma non è eia Piace min. credere, perchè erano in paefe nemico. Pofcia nel dì i o. di Fcb-braio il Legato della Chiefa coll’efercito marciò verfo Piacenza e Pavia , e s’impadronì di Cartello San Giovanni. Quafi tutte 1’ altre Cartella del Piacentino, ed alcune del Pavefe, prevalendo in effe i Guelfi, fi ribellarono a Galea^o, dandofi al Legato, il che poi fu la loro rovina. Nello tteffo tempo Amedeo Conte di Savoia con un’altra poderofa Armata pafsò il Po e il Ticino, e giunfe fino alle porte di Pavia , dove diftrufle i Giardini di Ga-lea^o Visconte. Pofcia venuto fui territorio di Milano, fi accampò a Vicomercato, dove fi fermò alquanti mefi, facendo feor-rerie, e mettendo in contribuzione tutto il paefe. Seco erano Ottone Duca di Brunsvich, e Luchinetto Visconte. S’inoltrò pofcia fui Brefciano a cagion di un trattato di tradimento , che avea in Bergamo. Colà penetrò colle fue genti anche il Legato Pontificio , chiamato in aiuto ; e le fue masnade in faccheggi ed incen-dj fi rtudiarono di non effere da meno de gli altri. Affinchè non s’unittero col Conte di Savoia, accorfe 1’ Armata de’Visconti, e pretto Monte Chiaro disfece buona parte d’ etto efercito Pontificio colla morte di circa fettecento uomini, e coll’ acquifto di cinquecento cavalli. Ma nel dì 8. di Maggio comparendo colle loro fqua-dre Inglefi e Franzefi Giovanni Aucud, e il Signore di Cufst, benché inferiori di gente, diedero una gran rotta all’efercito de’Visconti nel luogo di Gavardo, o fia al Ponte del Fiume Chiefi, dove rimafero prigionieri moltiffimi Nobili Italiani e Tedefchi, di-rtefamente annoverati dall’Autore della Cronica Ettenfe (c). Fra(c) Chronìc* i principali fi contarono Francefco Marchese d’Erte, fuorufeito di ^fen^xv Ferrara, Ugolino e Galea^o Marcheji di Saluzzo, Cafìellino da Beccheria, Romeo de Pepol't , Gabriotto da Canoffa, Federigo da Gonzaga, Beltramo RoJJo da Parma, e Francefco da Sajjuolo, quel medefimo, che per avere uccifo il nobil uomo Gherardo de’ Rangoni da Modena, occafionò la preferite guerra. Gian-Galea^-7^o Conte di Virtù , Figliuolo di Galea^o, che fi trovò in quel frangente , per miracolo fi falvò . Narra il Gazata (d), che in quefti tempi pafsò per Milano (d) Gasata e per Pavia un Vefcovo Nipote del Papa con feguito di cinquan- Yh0ronXVII1 ta perfone, il quale fi efibì a i Fratelli Visconti di trattar di pa- ¡¿'r. ìtaiu. ' ce