Vin VITALI tie la Repubblica Veneziana ( a ) non mancò fubito di eleggere due preifan-tiflìmi Senatori, acciocché in fuo nome all’uno e all’altro andaffero, co! carattere di Ambafciadori eflraordinarj , a pattar feco loro ufficio di congratulazione , e iniìeme ratifìcaffero quella buona corrifpondenza e amici-, zia, che ella da molto tempo con la Imperiai cafa d’Auflria religiofa-inente offervava. Gli eletti furono Giovanni da Legge, Cavaliere, e Proccu-ratore, e Michele Suriano, Cavaliere, che in altre legazioni e occorrenze avevano fatto del molto, che valevano, non picciolo efperimento . Una delle maffime più ficure e giovevoli della fcuola politica lì è quella di addottrinare gli animi nella conofcenza della natura e varietà de ¡governi, delle virtù e difetti de’Principi, de i fini e raggiri de’loro principali ininiftri, de i coilumi e genj delle nazioni : e comechè noi polliamo dì tutte quelle cofe fu la fede delle altrui relazioni a fufficienza initruirci; vero è però , che una idea più viva e più gagliarda c’ imprimono nella mente , quando le veggiamo ed efaminiaino co i proprj occhi, e così da vicino, che non ci retti timore d’inganno : il che fuole affai fovente accadere in ciò che dalle voci e giudicj varj degli uomini , i quali o per ignoranza, o per paffione, or molto aggiungono, or molto levano al vero, dipende. Il nollro PAOLO pertanto, che per la via dello itudio e della fpeculazione era nella fcienza del governo molto avanzato, pensò che a perfezionarvifi gli farebbe flato di un grande ajuto il poter conofcere di prefenza e di pratica una Corte, che e per la dignità di chi vi prefiede , e per la qualità de i maneggi che vi fi trattano , è fuor d’ ogni dubbio la prima e la maggiore di ogni altra : e però e’ non volle Iafciarfi fuggir di mano una sì bella occafione, la quale tanto più era per lui da defiderarfi , quanto che per effa gli fi apriva largo campo di aver la converfazione di due de i più coflumati e accreditati Senatori che nella fua patria fioriffero. -Accompagnofiì egli adunque in quella legazione col Suriano ( b ), al quale forma egli fletto (c )1’ elogio, dicendo che,, ben tutti fapevano, quanto etto ,, valeffe ne’ ragionamenti per la fua dottrina, & per l’ifperienza delle co-„ fe del mondo : onde quando di lettere, quando delle corti, & de’ Pren-„ cipi difcorrendo, riufciva gratifiìmo, & flimatiflìmo pretto ad ogn’uno. E poco prima erafi così proiettato, in parlando di lui : ,, dal quale io non 3, foleva mai dipartirmi volentieri, parendomi d’imparar fempre molto, ,, anche nella più domeftica, & famigliare converfatione . „ X. Furono gli Oratori Veneziani ricevuti in Vienna con dimoilrazionì di particolar gradimento e flima dal Re de’ Romani Mafiìmigliano ; e dopo cfferfi quivi sbrigati delle loro incombenze, ripigliarono per la via del Ti-colo il cammino, e giuila il defiderio e comando del Senato , fi portarono ad Infpruc, per foddisfare all’ufficio loro anche appretto l’Imperador Ferdinando , che allora colà tratteneva!!. In tutto il corfo di quello fuo viaggio trovò molto di che foddisfarfi e approfittarli la curiofa attenzione dèi ' _*_PA- ( a ) Andr. Mauroc. Hifl. Ven. lib. Vili. pag. 324. [b) Ac compagnoni egli adunque in quella ¡evalione col Suriano, ec.) Il Cavalier Michele Su* tìano fu figliuolo di Antonio, Dottore e Cavaliere , uomo nelle lettere e nel governo al tempo fuo ftimatiflìme, e nipote di un altro Antonio, che fu Patriarca di Venezia, Prelato di fomma bontà e dottrina. Vien lodato Michele da molti infigni letterati, e in particolar* «la Natal Conti neU’Iftorie latine del fuo tempo lib. XXI. pag. 453. da Antonio Riccoboni nel Gymnaf. Potavin. pag. 31. ec. ( c)Perfei. della vita polit. hb. I. pag. 5, (<« ) hit