Anno L X V I I I. 195 dola rigorofamente rifcuotere . Servì ciò ad aumentar 1’ odio d’ ognuno contro di lui , e ad affrettar la fua rovina , tanto più che in Roma era la careftia ¿ e quando fi credette , che un vaicello d’Aleffandria portaffè grani, fi trovò , che conduceva (blamente polve per fervigio de’ Lottatori . Cominciarono allora a fioccar le ingiurie e le Pafquinate, e tutto era difpoilo alla ièdizione . Per buona fortuna avvenne (a), che anche Ninfidio Sabino , eletto in (a ) Fiutare, luogo di Fenio Rufo , Prefetto del Pretorio ^ uomo di baila Sfe- ™ Gaiba' ra , ma fiero , moffo a compaflione di tante calamità di Roma, tenne mano a liberarla dal furiofo Tiranno. Anche 1’ altro Prefetto , o fia Capitan delle Guardie , Tigellino , che tanto di male avea fatto ne gli anni precedenti , giunfe ora a tradire 1’efofo Padrone . Effendo flato avvertito Nerone del mal animo del Popo- lo , e giuntogli nel medeiìmo tempo avvifo , mentre definava , che Virginio Rufo col fuo efercito s’ era dichiarato contra di lui, ilracciò le lettere , rovefciò la tavola ^ fracafsò due bicchieri di mirabil intaglio , e preparato il veleno fi ritirò negli Orti Servi-liani , meditando odi fuggirfene frai Parti, o di andar fuppli-chevole a trovar Galba, o di prefentarfi al Senato e al Popolo , per dimandar perdono . Di quella occafione profittò Ninfidio ( b ) (b) Pintare. per far credere a i Pretoriani, che Nerone era fuggito , e per far tbtd' acclamare Galbci Imperadore , promettendo loro a nome d’effò Galba un eforbitante donativo. Verfo la mezza notte fvegliatofi Nerone , fi trovò abbandonato dalle guardie , e con pochi andò girando pel Palazzo , lènza che alcuno gli voleffe aprire , e fenza impetrar da i fuoi, che alcuno gli faceffe il fervigio d’ ucciderlo . Si eiibì Faonte fuo Liberto di ricoverarlo ed appiattarlo in un fuo Palazzo di Villa , quattro miglia lungi da Roma; ed in fatti colà con grave difagio per luoghi fpinofi arrivato fi nafeofe . Fatto giorno vennero nuove a Faonte, che il Senato Romano avea proclamato Imperadore Galba , e dichiarato Nerone nemico pubblico , e fulminate contra di lui le pene confuete . Dimandò Nerone , che pene foffero quelle. Gli fu rilpollo d’elfere ilrafcinato nudo perle ilrade , fatto morire a’ colpi di battiture, precipitato dal Campidoglio , e con un uncino tirato e gittato nel Tevere. Allora fremendo miie mano a due pugnali, che avea feco , ma fenza attentarli di provare , fe fapeano ben forare. Udito poi , che veniva un Centurione con molti cavalli per prenderlo vivo , aiutato da Epafrodito fuo Liberto , fi diede del pugnale nella gola . Arrivò in quel punto il Centurione , fingendo d’eifer venuto Bb z per