42.4 Annali d* Italia. talento dar la battaglia . Ecceflìvo era il caldo della ftagione , né acqua fi trovava in quella parte. Andavano differendo i Barbari il combattimento , Sperando di cogliere i nemici Snervati ed avviliti per la Sete. In fatti ad un eftremo pericolo era ridotta l’Armata Romana , fe un improvvifo accidente non avelie provveduto al bi-fogno . Imperciocché eccoti in un Subito annuvolarli il Cielo , e cadere una dirotta pioggia. Ogni Soldato allora tutto lieto ftefe i Suoi elmi e Scudi per raccoglier l’acqua cadente , abbeverando Se fteffo e i cavalli, e tutti fi riconfortarono. All’incontro i Barbari veggendo fallita la loro Speranza di vincerli colla Sete , e credendoli tuttavia indeboliti pel patimento preceduto, attaccarono la zuffa. Fors’anche prima l’aveano attaccata, immaginando troppo fpoffati i Romani e i lor cavalli, onde non poteffero refiftere . GeneroSamente combatterono i Romani rinvigoriti dall’ acqua cadente ; ma quel che portò loro la vittoria , fu una Scappata di fulmini addoffo all’efercito Barbarico, e un fuoco aereo, che cadeva Solamente addoffo a i medefimi Barbari, confeffato miracolofo dallo fteffo Dione Gentile . In fomma rimafero interamente Sconfitti i Barbari, liberati i Romani, ed ognuno confefsò effere ftata prodigiofa così gran vittoria. Era folito Marco Aurelio ad afpet-tare dal Senato il decreto di moltiplicare il titolo d’ Imperadore, Segnale di qualche nuova vittoria . A cagion della fuddetta, che riufcì cotanto luminofa, fu egli proclamato Imperadore per la fet-tima volta dal vincitore efercito . Ne Scriffe poi egli al Senato in oc-cafione di notificargli il feliciifimo e mirabil fucceffo delle lue armi: e il Senato non folamente approvò il fatto, ma dichiarò anche Fauftina Aùgufta Sua Moglie Madre de gli Eferciti. Ora conoScendo anche i Pagani per miracoloSo il deScritto avvenimento , chi fra effi ne attribuì la cagione a un incantefimo di Arnufi Mago Egiziano -, chi ad un altro Mago Caldeo , appellato Giuliano ; chi alle preghiere del medefimo Marco Aurelio, come (a) Dio 1.71 fi può vedere preffo Dione ( a ) , Capitolino ( b ) , ed altri antichi $ Marco1' Scrittori ( c ). E nella Colonna Antonina effigiato tuttavia fi fcor-Aureiio. ge un Giove , che manda pioggia e fulmini nello fteffo tempo dal jlfuì InOra- Ciel° : con che s’avviSarono i Pagani di attribuire tal grazia al lo-tioa. ad ro Giove. Ma è ben più da credere a gli antichiffimi Scrittori, imp. Theo- i qlia2i atteftano, che i Criftiani, militanti allora in gran numero Uautianur nell’ ofte di Marco Aurelio , veggendo il comune periglio, ritiratili hsexto in diSparte , colle ginocchia a terra implorarono 1’aiuto del vero Menartì. “ Dio , ed impetrarono quel miracolo. Che poi vi foiTe una Legio-