Anno LXXVI. ¿37 cieco quello Letterato , e ne fopravviffe dodici altri, tenuto Tempre in grande ili ma da tutti. Era in quelli tempi Gpvernator della Bretagna Giulio Frontino , e gli riufcì di iottomettere i Popoli Siluri in quella grand’ Ilola all’ Imperio Romano . Era venuto a Roma Agrippa (a) Re dell’ Iturea , Figliuolo di Agrippa il gran- (a)Dio 1.66 de , ilaio già Re della Giudea ; ed avea condotta (eco Berenice, o ira Beronice ina Sorella , giovane di belliffimo afpetto , già maritata con Erode Re di Calcide fuo Zio ( b ) , e pofcia con Polemone Re (b) Jofiphut di Cilicia . Se n’invaghì Tito Cefare . Fors’ anche era cominciata ^udaicar?' la trefca , allorché egli fu alla guerra contra de’ Giudei -. A grippa lib. xs. ottenne il grado di Pretore . Berenice alloggiata nel Palazzo Imperiale , dopo aver guadagnato Vefpafiano a forza di regali , sì fattamente s’iniìnuò nella grazia di Tito , che fperava oramai di cangiar F amicizia in matrimonio -, e già godeva un tal trattamento , e autorità , come s’ella foife fiata vera Moglie di lui . Ma perciocché fecondo le Leggi Romane era vietato a i Nobili Romani di fpofar Donne di Nazion forelliera , o fia barbara ( Barbari erano allora appellati i Popoli tutti , non fudditi al Romano Imperio ) o pure perché i Re , tuttoché fudditi di Roma , erano tenuti in concetto di Tiranni : il Popolo Romano altamente mormorava di quella fua amicizia , e molto più della voce fparfa , che foffe per legarli feco pienamente col vincolo matrimoniale . Ebbe Tito cotal polTeffo fo-pra la fua palììone, e sì a cuore il proprio onore , che arrivò a libe-rarfene , con farla ritornare al fuo paefe . Suetonio ( c ) attribuisce ffjf“*0"’ a Tito quella eroica azione, dappoiché egli fu creato Imperadore, djDioi.ei laddove Dione (