VINETIANA LIB. V. 379 il Senato, per venire all’ultima terminatone del nego- 1524 tio , Giorgio Cornaro Procuratore , il quale haveva prima ancora ioftentata l’ifteiTa opinione, parlò in tale len-tenza. Io non fui mai duna flejfa opinione con quelli, che O rottoti? dì credono poterfi governare efiflati fempre con una medeftma regola , & che fcn%a diflintione di cofe, ò di tempo loda- nat0-no il perfiflere nella medefma fenten%a , che una volta s ha prefa an%i conofco io bene l'incertezza •> & varte-tà delle cofe, intorno alle quali verfiamo in quefli noflr't maneggi, & però poco confido di me fteffo , & del mio giu-dicio, & foglio effere tardo nel dire il mio parere, per non bavere a proferire cofa, della quale poco appreffo babbi a pentirmi ,• il quale mio coflume tanto al prefenttPpiù volentieri io feguo , quanto è più la materia dubbiofa , difficile , foggetta a varii, importantiffimi accidenti . TSLoi trattiamo di dovere concludere una nuova le^a cól "Rè di Francia , & di partirci da quella , che babbi amo già pochi me-fi flipulata con Cefare , publicata , & cominciato a porre tnuruxy in o(fervan%a . Ben vedo in breve tempo effere mutatolo flato delle cofe d Italia, variati per nuovi accidenti i no " flri difegni, i timori, le fperan%e j ma vedo , & conofco Ili. ‘c<”' infieme continuare quefla fluttuatane, & quefla varietà in modo tale, che niun noflro configlio può ripofare fopra certi fondamenti, darne Speranza , che quella deliberatione , che hoggi è buona , fia per riufcire anco dimani tale : con-ciofiacbe flà tuttavia pendente la fo. tuna delia guerra , & incerto f evento che p offa no bavere, ò l offefa , ò la difefa dello flato di Milano j inceriijfimo tutto lo flato delle cofe d Italia , commolfa , perturbata dall' armi di due Vren-cipi i maggiori della Chriflianità. Onde per conofcere a quali cofe poffano più Sicuramente le noflre fperan^e, (£? i no flri configli appoggi arfi, bifogna andare con molta Sottilità, confiderando lo flato delle cofe , bilanciando i varii, anzi contrarii rifpetti j ma fopra tutto lafciar da parte ogni affetto d amore , & di timore , dal quale nel conofcere quefla , verità, per fe flejfa ofcura & difficile, ci poteffe efjere ag- dì Frati' giunta cecità maggiore. R paffato il T{è Francefco in Ita- eia ■ H. Varuta .1 om.L B b - Ita