746 Clemente XII. 1730 -1740. Capitolo III. lici l’insieme dell’episcopato in unione col Papa è il possessore dell’ufficio d’insegnamento ecclesiastico, le cui direzioni hanno valoiv decisivo, anche se « un angelo dal cielo » dicesse il contrario.1 Già al tempo di Pascal i giansenisti avevano tentato di richiamarsi alla voce di Dio, che si sarebbe pronunciata per loro con miracoli.2 Dopoché il Vintimille era divenuto arcivescovo di Parigi, si ritornò di nuovo a questa testimonianza di Dio: i segni miracolosi al sepolcro del diacono Paris si moltiplicarono nei primi anni del nuovo vescovo in guisa singolarissima. In pochi anmi -■ ne contarono 200; furono diffuse di essi relazioni sottoscritte da chirurgi e farmacisti. Tutti accorrevano al sepolcro del Park cui il Noailles aveva consentito venisse sovrapposta una lastra ili marmo retta da brevi colonne.3 I veicoli non bastavano più ai pellegrinaggi di devoti o di curiosi, i posti attorno al sepolcro venivano affittati a pagamento.4 Il governo era nell’imbarazzo circa il da fare contro il culto del santo giansenistico. Proibirlo senz’altro, perchè il Pari? a stato appellante, sembrava troppo scabroso; una proibizione avrebbe anche avuto per conseguenza infallibilmente un appcll1 al Parlamento.5 L’affare pertanto dovette esser lasciato all’arcivescovo, il quale fece compiere un’accurata indagine su uno dei miracoli. Si pretendeva, che una certa Anna Lefranc fosse state liberata grazie al diacono Pàris da paralisi e cecità; più di cento testimoni erano in favore della realtà della guarigione.6 Ecco, però, che l’inchiesta stabilì, che molte firme erano falsificate i astorte, il fratello stesso della Lefranc attestava che sua son a non era mai stata cieca;7 in quanto alla paralisi, essa era renio, ma sussisteva ancora dopo la « guarigione » esattamente conio prima.8 II Vintimille comunicò lo stato dei fatti in una pastorale, qualificò i miracoli del Pàris in genere come non degni di fede proibì il suo culto. » Gal 1, 8. 2 « C’est dans de telles conjectures [l’allontanamento del Reggente d*l giansenisti! et lorsqu'il ne reste plus aux Appel la ns ni espérances, ni ressonroc-du côté des hommes, que Dieu rompt enfin le silence i>our parler en leur f< veur [con miracoli] ». Cosi lo scritto Jésus-Chrigt som* ranathème, Maastri<'! 1739, 61. in Mosheim, Disaertationes ad hist. ecci. pertinentes II, Alton» 1767, 341. 3 I*. Loevknbruok nel JUct. de théol. eath. Ili 1756s. 4 IiAFlTAU II 331. » Cosi un memoriale, I Iardy 257. « Ivi 258; [PATOunxBr] I 482. • La sua testimonianza nei Mémoires di Trévoux 1731, 2013 s. Cfr. 11 ! toc ili.et] II 430 s Cfr. Lafitau II 327. » Del 15 luglio 1731, ivi 25S; [Nivelle] I, app. 136.