602 Benedetto XIII. 1724-1730. Capitolo IV. tale occasione, come fece ancora più tardi,1 la riunione dell’assemblea episcopale. Il contegno del Soanen al concilio non poteva suscitare impressioni a lui favorevoli. La sua posizione era esattamente la stessa di quella del vescovo di Montpellier. Ora, nella causa di questo egli medesimo aveva riconosciuto, e per l’appunto nella istruzione pastorale, come competente un concilio provinci. : come poteva ora rifiutarne il giudizio nella sua propria causa? Una volta, poi, assunta questa posizione, egli doveva anche rimanervi e non indursi a rifiutare quel tribunale per l’indegnità dei singoli giudici, giacché in tal modo lo riconosceva in generale come competente. Inoltre egli aveva bensì affermato solenneme l’indegnità dei suoi primi giudici, ma invitato a provarla, si era taciuto, ammettendo così di non poterlo fare; contro sette : ‘i vescovi di fuori, poi, aveva presentato obbiezioni solo dopo trascorso già il termine legale per farlo. Col Tencin egli confe che la maggior parte dei documenti comparsi sotto il suo noni-non erano opera sua personale.8 In breve, in tutto il procedi mento egli non fa l’impressione di un uomo spiritualmente qualche modo significativo, ma invece di un ostinato e irrimedi. -bilmente stravagante. Il concilio per suo conto si era guardato, in tutto il proi. dimento, dal pronunciarsi circa le opinioni gallicane della su riorità del concilio generale sul Papa e la liceità dell’appello esso concilio o di mettervisi in opposizione. L’approvazione papale al concilio non si riferisce a questa condotta,4 ma solo ai decreti conciliari e alla decisione contro il Soanen. Inoltre i v scovi si guardano di pronunciare esplicitamente la deposizion del Soanen, giacché secondo i canoni del concilio di Trento que t era un privilegio del Papa; essi parlano solo di sospensione