106 Clemente XI. 1700-1721. Capitolo IV. torno a un componimento politico-ecclesiastico. Il 16 giugno il progetto per un nuovo concordato era pronto e il giorno dopo fu sottoscritto da Alberoni e Aldovrandi. Nei punti più importanti di questo trattato nel quale si era tenuto conto di tutte le divergenze, re Filippo promise di abolire i decreti eccepiti dal Papa e di ristabilire il tribunale della nunziatura, come era esistito al tempo di Carlo II. Il Papa da sua parte si obbligò a permettere per 5 anni che il clero spagnuolo pagasse al re un sussidio annuo di 150.000 ducati. Quando questo abbozzo di concordato giunse i primi di luglio a Roma, risultò che il Papa non era affatto contento dei risultati ottenuti. Egli trovò da eccepire anzitutto nella forma del trattato, poiché all’articolo 17 il ristabilimento della nunziatura e della autorità pontificia era esposto in modo, come se si fosse dovuto comprare coll’articolo antecedente. Riguardo al contenuto egli eccepì contro i due primi articoli sopra gli indulti papali per l’esazione del tributo dal clero spagnuolo; egli pretese che vi si accennasse con riferimento alla promessa di concorrere alla guerra anti-turca.1 Allora Aldovrandi mandò a Roma un muovo progetto. Ma frattanto la guerra per mare era iniziata e l’invio della flotta ausiliare spagnuola si faceva più che i Tutto ciò secondo quanto narra la * « Istruzione in forma di lettera a Mons. Aldrovandi in Genova» del 21 settembre 1720 (Nunziat. di Spagna 212, loc. cit.) nella quale si dà un buon riassunto delle trattative per il concordato. Arkzio (265) sbaglia quando suppone che Clemente XI sia stato del tutto contento della forma del concordato. Cfr. su ciò la * lettera di Paoluccl ad Aldrovandi del 13 luglio 1717 : « Non senza un estremo stupore ha X. S. riconosciuto dall'ultimo dispaccio (li A'. ,S. I. de’ 18 del caduto, quanto poco nel negoziato a lei commesso siasi iella uniformata a gli ordini strettamente impostile dalla S. S.... Ond’è, che la notizia del seguito invece di apportare consolazione a S. B., l’ha ripiena all'incontro d'un incredibile rammarico. Nel foglio A annesso, vedrà ella i motivi, per 1 quali rispetto alli primi 16 capitoli del Concordato non è punto piaciuto ciò che si è fatto ; siccome nepure è piaciuto rispetto all’ultimo capitolo, in cui non rivocandosi gli editti e decreti contrarii, non si toglie la radice del male, bense ne medichino gli effetti ; e in conseguenza le sodisfazioni dovute alla Chiesa et alla S. Sede restano imperfette e manchevoli. 11 Papa non può accettare delle convenzioni prima che il re non abbia firmato un decreto che condanni i fogli ingiuriosi alla s. persona del Vicario di Cristo sparsi in Spagna nel 1700». (Cfr. su ciò Studi e docum. I 101 s.). — Di pugno di S. Em. : « Faccia V. S. I. ogni sforzo, affinchè nel decreto da farsi da S. M. Catte« per necessaria base, corona e sostegno dell’aggiustamento, sia incluso il § toccante li consaputi fogli condannati; nè creda, che la S. S., ancorché sia condescesa in caso disperato a sagrificare per l’aggiustamento questa sua tanto giusta e tanto dovuta sodisfazioue, possa esserne mai veramente contenta, quando il sudetto § non vi sia incluso... Ella creda, che U passo fatto hier mattina da iS. S. in concistoro le costa e costerà assai, e più dì quel ch'ella possa mal pensare; onde merita la S. S. d'esser consolata ». Nunziat. di Spagna, loc. cit.