Giulio Alberoni. 93 ancora in piena disgrazia potè tornare a Madrid nel febbraio 1715 e ridivenne inquisitore generale, primo ministro ed educatore del principe delle Asturie.1 Con tali passi e anche con un decreto del 10 febbraio e una circolare ai vescovi dell’ll marzo il re fece comprendere che egli cambiava la sua politica ecclesiastica. 2 e già Aldovrandi sperava che il Giudice riuscirebbe a liberare il monarca da altri pregiudizi.3 Clemente XI ringraziò Filippo V il 14 maggio 1715 per la sua condiscendenza circa l’inquisizione e lo esortò ad abolire ora anche gli alltri decreti ostili alla Chiesa.4 II 6 luglio il re di Spagna ordinò di ammettere tutte le bolle beneficiali trattenute dopo il 1709.5 Contemporaneamente il Papa vide raggiunto quello a cui da lungo aveva, in prima linea, aspirato. Nel luglio 1715 Aldovrandi poteva recarsi come nunzio a Madrid ove giunse il 5 agosto e venne ricevuto subito dal re con molti onori. Egli attribuiva questo successo, ardentemente desiderato in Roma,6 specialmente all’influsso del Giudice e di un altro uomo, che di qui innanzi avrà una gran parte, l’abate Giulio Alberoni.7 Alberoni, nato a Piacenza nel 1664 e figlio di un giardiniere, appartiene a quegli uomini ai quali la natura nega ogni dote fisica, per fornirli tanto più riccamente di doti spirituali. Egli era piccolo di statura e aveva una testa sproporzionatamente grande ed una faccia smisuratamente larga e brutta;8 ma dietro a questo esteriore grottesco si nascondeva un ingegno straordinariamente vivace. Dovette la base della sua ascensione al suo eccezionale talento per le lingue. Durante la guerra di successione spagnuola il giovane chierico, fungendo da interprete del vescovo di Piacenza, venne in contatto col duca di Vendòme il quale si compiacque talmente dell’acume e dello spirito del giovane abate, che lo prese ai suoi servizi. Nel 1711 Alberoni, come 1 * Aldrovandi il 25 febbraio e 1 aprile 1715 (sul ristabilimento come Graninquisitore il 28 marzo), ivi. Cfr. Bat'drim-art I 629 ss.. 2 * AldroTandi II 23 aprile 1715, NunHat. di Spagna, loc. cit. Cfr. Professione, Ministero 16. * * Aldrovandi il 29 aprile 1715, loc. cit. * Clementis XI Opera, Epist. 2075. Cfr. ivi Orat. 110. 5 Sulla grande soddisfazione che regnò a Roma per questo passo v. la * relazione del cardinale Acquaviva al P. Daubenton del 13 agosto 1715, Archivio dell’Ambasclata di Spagna di Roma. Se la dataria, cosi viene dichiarato, concede dei benefici molte volte ad indegni, ciò non è la colpa di Roma, ma dei vescovi spagnuoli che non stanno pili attenti. * Cfr. la * relazione del conte Gallas in data Roma 31 agosto 1715. Archivio dell’ambasciata austriaca presso il Vaticano. 7 * Aldrovandi al 10 giugno, 1* e 2 luglio, 5 e 13 agosto 1715, loc. cit. 8 Ritratti contemporanei in Arata, 77 processo del card. Alberoni, Piacenza 1923. La letteratura su lui, più sotto a pag. 125 n. 6; E. Bourgeois, Lettres intimes de J. M. Alberoni au conile Rocca, Parigi 1893.