Promuove l’archeologia. 389 L’inesauribile suolo di Roma fu prodigo anche sotto Clemente XI di continui nuovi tesori. La maggior parte apparteneva all’antichità profana,1 ma nel maggio 1702 venne fatta una scoperta di grande importanza per l’antichità cristiana. A sud-est del tempio di Castore presso S. Maria Liberatrice, parecchi metri sotto terra, ci si imbattè in una magnifica chiesa cristiana, S. Maria Antiqua, con affreschi del tempo di Paolo I (757 fino al 767). Clemente XI voleva rendere di nuovo accessibile al pubblico l’interessantissimo edificio, ma dovette abbandonare l’idea perchè c’era pericolo che crollassero gli edifici circostanti.2 Verso la fine del pontificato di Clemente XI nei giardini Farnese del Palatino cominciarono gli scavi del palazzo imperiale di Domiziano, che Bianchini descrisse con grande erudizione e non sempre con giusta interpretazione. Le catacombe dal 1713 vennero investigate da Marcantonio Boldetti;3 compagno dei suoi studi era Giovanni Marangoni. Una iscrizione di lui nella catacomba di Domi-tilla ricorda che questo pio sacerdote usava radunarsi con alcuni amici nelle venerande cripte per onorare i martiri e che colà il 7 settembre 1716 venne da loro cantato un Te Deum per la antichità di prezzo senza licenza, difficile a concedersi per non spogliare la città del suo bene ». Per ciò venne arrestato il duca Bonelli (Archivio l