Passi della Curia romana presso la zarina. 311 zione mandata al Garampi. Le dichiarazioni e i memoriali della Curia mettevano anzitutto in evidenza la stridente contraddizione tra il procedere del tutto inaudito e arbitrario della zarina e le sue ripetute dichiarazioni di tolleranza e di mantenimento dello status quo nelle questioni ecclesiastiche; negavano validità alla costituzione ecclesiastica della Russia data da Pietroburgo, in quanto era stata emanata senza conferma da parte del Pontefice, ed esprimevano il timore di uno scisma imminente. In particolare Propaganda trovava mostruoso che fosse nominato un solo vescovo per i cattolici della Russia Bianca e per quelli dispersi in tutto l’impero, essendo ciò incompatibile coll’effettivo esercizio del ministero pastorale. Per il territorio polacco recentemente acquistato dalla Russia si sarebbero dovute assolutamente erigere due diocesi, ed era inoltre necessario che i cattolici sparsi per la Russia potessero continuare ad ^essere assistiti dai missionari di Propaganda. Nemmeno per gli Uniti poteva bastare l’unico episcopato di Polock, e per lo meno si sarebbe dovuto assegnare un territorio più vasto all’arcivescovo di Smogorzewski il quale era poi personalmente diventato suddito russo. Che poi tutti i ricorsi in materia ecclesiastica dovessero essere fatti a Roma e non a Pietroburgo rispondeva a un principio la cui osservanza era richiesta da Roma senza eccezione alla cristianità cattolica di tutti quanti i paesi.1 Il nunzio Visconti, pur riconoscendo il buon volere dell’ Imperatrice, sollevò alcuni dubbi sulla fiducia che la corte di Vienna meritava.2 Questa, in realtà, pose alcune condizioni relativamente agli Uniti della Galizia, e avendo il Papa risposto affermativamente,3 Maria Teresa entrò in corrispondenza colla zarina intorno alla questione sollevata da. Roma.4 Tuttavia i tentativi della Curia di ottenere qualche cosa dalla zarina parvero fallire. Si presentò quindi la necessità di entrare direttamente in rapporto con lei, fino al punto in cui ciò fosse conciliabile colla dignità della Curia. L’occasione propizia fu fornita dalla missione del cavaliere di Malta Sagramoso, il quale per desiderio del Segretario di stato Pallavicini doveva essere inviato dal suo Gran Maestro alla corte degli zar.5 Egli doveva, 1 Ibid. 2 Vedi la sua lettera del 24 febbraio 1774 al Pallavicini, ibid. 224 s.; cfr. ibid. 88. 3 Maria Teresa desiderava che in Galizia la Chiesa fosse governata « come se in Europa non esistesse un paese chiamato Polonia » (ibid. 89). Il Papa rispose in data 5 marzo 1774 che avrebbe invitato i nunzi a Vienna e a Varsavia a fornire nuove informazioni e a proporre nuove condizioni (Theiner, Epist. 296 s.). 4 Loret 89-92. 5 Su di lui vedi ibid. 94 s.