Attività di Moñino. 179 l’atteggiamento che avrebbe assunto nella questione dei gesuiti.1 B prima ancora che da Madrid si fosse esercitata una nuova pressione, il cardinale mutò effettivamente il suo contegno. Quanto profondo fosse tale mutamento appare dal rapporto da lui diretto al d’Aiguillon il 21 luglio: « Sarebbe mio vivo desiderio - così egli scrive - che il Papa, sia per il suo proprio onore sia forse anche per la sua tranquillità avvenire, modificasse la sua condotta riguardo ai gesuiti. Lo stile da oracolo non può prolungarsi troppo: dopo tre anni di indugio è necessario parlare chiaramente, ed è questo il solo mezzo col quale il Papa può cavarsi d’imbarazzo conservando la propria reputazione. Si è potuto credere che il Santo Padre fosse d’intesa colla corte di Spagna: in tal caso si sarebbe spiegata la sua condotta misteriosa; ma oggi che appare chiaramente che il re di Spagna ha avuto pazienza finora soltanto per rispetto verso il Capo della Chiesa e ha preferito far cadere il sospetto sui suoi ministri che trattavano questo affare piuttosto che sulla buona fede del Papa e che ora egli tien fermo nell’intenzione di far mantenere a Sua Santità la promessa fatta, il Papa si troverebbe in un imbarazzo anche maggiore se volesse continuare a temporeggiare. Il Moìiino non si lascerà accontentare così facilmente come l’arcivescovo di Valenza (Azpuru) ». « In origine, mi ha detto il Monino, le promesse del Papa erano sincere oppure equivoche. Se ha dato sinceramente la sua parola, in tre anni non l’ha mantenuta; se voleva solo guadagnar tempo, ha preso in giro il re di Spagna e tutti i sovrani della casa di Borbone. Se prima si trattava soltanto dei gesuiti, ora si tratta della promessa scritta che il Papa ha fatto a Sua Maestà Cattolica ». « La cosa è molto più seria per Sua Santità - afferma il Bernis - se in Spagna si è risoluti a considerarla da questo punto di vista, tanto più che il Monino mi ha fatto capire che la soluzione delle altre questioni tanto importanti per la Santa Sede dipenderà dal risultato della questione gesuitica ».2 Anche a Versailles si comprese la serietà della situazione. Furono date ripetute istruzioni al Bernis di prendere una parte attiva solo in quanto il Monino lo ritenesse opportuno, giacché la faccenda doveva essere rimessa all’esclusiva direzione del re di Spagna.3 Il Monino riuscì anche, e fu notevole successo, a ristabilire l’accordo turbatosi tra il Bernis e l’Almada.4 1 Masson 206 e. L’11 agosto 1772 il Grimaldi scriveva al Moñino che il re era soddisfatto del Bernis; il Fuentes avrebbe fatto sì che il Bernis riconoscesse « que del buen exito del negocio de la extinción depende su permanencia en esta corte ». Archivio dell’Ambasciata di Spagna a Roma. 7 Theiner, 77¿sí. II 221 s. 3 Masson 207; Theiner, loc. cit. 223 s. 4 Pacheco t de Letva 41.