Menga e Mozart a Roma. 389 oltre al vecchio Pompeo Batoni,1 il pittore tedesco Raffaello Mengs, che ritornò a Roma nel febbraio del 1771 e fu ricevuto con grandi onori negli ambienti artistici ed eletto «principe» dell’Ac-cademia di San Luca.2 Piranesi, l’incomparabile incisore, dedicò a Clemente XIV la sua pianta di Roma3 e la sua opera sulla Colonna Traiana.4 Quando, nell’aprile del 1770, Mozart venne a Roma col padre, Clemente XIV insignì dello Speron d’oro il fanciullo miracoloso, il quale riuscì a trascrivere a memoria, quasi senza errori, il Miserere a nove voci dell’Allegri dopo averlo ascoltato una volta sola.5 L’interesse principale di Clemente XIY fu rivolto ad accrescere i tesori custoditi nel Palazzo Vaticano. Per la biblioteca acquistò nel 1770 parecchi preziosi papiri della collezione Vettori. Nel 1774 assegnò un locale speciale per la custodia dei papiri latini6 Tolone (ibid. 258); il 2 giugno 1772 * al vescovo di Adria Arnaldo Speroni Alvarotti 0. S. B. per il 10° volume delle sue traduzioni di storia della Chiesa, dedicate a lui (ibid. a0 IV 27); il 27 ottobre 1772 * a François Nonnotte per l’invio del suo pregevole Dictionarium philosophùmm religionis (ibid. 157); il 21 maggio 1773 * a Gabriele Lancellotti principe di Torremuzza per il suo libro De Siciliae et adiacentium insularum inscriptionibus (ibid. a0 V e VI 3); il 24 maggio 1774 * a Raffaele Riano per la sua Dissertatio de infantium Bethlemiticorum caede (ibid. 155b); al francescano G. B. Martini, 1’« oracolo d’Europa in fatto di musica », per l’invio della sua storia della musica (a II0 284, Archivio segreto pontificio). Molte lettere analoghe a queste sono state pubblicate dal Theener nelle sue Epist. Clementis XIV. Così sono ringraziati il 20 dicembre 1769 Gabriel Gauchat, il 6 gennaio 1770 il domenicano Antonio Vaisecchi per i loro scritti apologetici (ibid. 46, 51); anche il 6 gennaio 1770 M. Gerbert per i suoi Opuscula theologica (ibid. 52) e il Bonelli per il Prodromus alla sua nuova edizione di S. Bonaventura (ibid.); il 26 maggio 1770 il Trombelli per il secondo volume dei suoi studi liturgici (ibid. 88); il 20 luglio 1770 il vescovo di Verona Nie. Ant. Giustiniani per l'edizione di operette del suo predecessore cardinal Valerio (ibid. 98); il 28 luglio 1770 il Bandini per il suo catalogo dei manoscritti della Laurenziana di Firenze (ibid. 99); il 19 dicembre 1770 l’arcivescovo di Lorenzana per la sua opera sulla liturgia mozarabica (ibid. 195); il 28 marzo 1772 l’Elettore di Baviera per l’invio di 11 volumi dei Monumenta Boiea (ibid. 298 s., cfr. Theiner, Hist. II 428); il 17 agosto 1771 Joh. Gottfrred Kaufmanns e il 14 dicembre 1771 il francescano L. Sappel per scritti contro Febronius (ibid. 173, 193); l’8 febbraio 1772 il cappuccino Vittore di Coccaglio per sette volumi di opere teologiche (ibid. 207). - La Bolla di erezione dell’Università di Münster, del 28 maggio 1773, in Bull. Cont. V 582 ss. 1 Relazioni dell’inviato lucchese, Arch. stor. it. 5* serie XX 379, 380; El espiritu de Azara I 295; L'Arte XIII (1910) 454 s. 2 Noack, Deutsches Leben 85 s. 3 Goethe-Jahrbuch XVIII, Frankfurt 1897, 222. 4 Focillon, Piranesi 119. 5 Ibid. 105, 415; Allg. Deutsche Biographie XXII 423; 0. Jahn, Mozart I 2, Leipzig 1867, 119. In quel tempo il Baioni dipinse il ritratto del giovane musicista, Mozart, a differenza di Gluck, non fece mai uso del titolo nobiliare concessagli dal Pontefice. 6 Forcella VI 185, Carini, Bibl. Vatic. 122.