Disposizioni esecutive del Breve di soppressione. 223 cipii della prudenza e che Noi manteniamo riposte nel Nostro intimo », « Noi, dopo maturo consiglio, di certa scienza e nella pienezza dei poteri apostolici, estinguiamo, sopprimiamo, aboliamo e abroghiamo la detta Compagnia ». Le singole disposizioni esecutive che tengono dietro corrispondono interamente ai diciotto punti dell’abbozzo che il Papa aveva accolto il 6 settembre 1772 dalle mani del Mofiino.1 Secondo esse i novizi devono essere dimessi, i membri dell’Ordine che hanno professato i primi voti senza aver ricevuto gli Ordini maggiori devono scegliersi un’altra professione nel periodo di un anno, quelli forniti degli Ordini maggiori devono lasciare le case dell’Ordine ed entrare in un altro Ordine o ridursi a sacerdoti secolari sotto la giurisdizione di un vescovo; soltanto quando la prima di queste due vie non sia possibile, hanno facoltà di rimanere in veste di sacerdoti secolari nelle case dell’Ordine fin tanto che queste non siano state definitivamente devolute a scopi di beneficenza e di pietà. Seguono poi disposizioni sulla facoltà concessa agli ex-gesuiti di confessare e predicare con licenza episcopale, sulla loro esclusione dalle scuole e dalle missioni, sul loro scioglimento dal voto di povertà in forza del quale essi non potrebbero accettare nè prebende nè elemosine di Messa, nonché sulla soppressione di ogni privilegio e libertà concessi loro fino a questo tempo. Infine si vieta ogni tentativo di appello sospensivo e ogni difesa verbale o scritta dell’Ordine. Si pregano i principi di emanare le necessarie leggi esecutive, si ammonisce il popolo a mantenere la pace e l'unione. Questo Breve del 21 luglio 1773 rappresenta la vittoria più manifesta dell’illuminismo e dell’assolutismo regio sulla Chiesa e sul suo Capo. È pertanto comprensibile che i giudizi intorno ad esso siano stati quanto mai discordi. Nel campo degli illuministi e nelle corti borboniche esso sciolse il freno al più intenso giubilo, gli avversari della Compagnia di Gesù lo esaltarono nel tono più alto. Soltanto a tempi recentissimi è stato riservato un giudizio più calmo e più equilibrato. Senza dubbio il Papa aveva il potere di sopprimere l’Ordine. Ma diversa è la questione, se tale misura fosse giustificata, ossia se la motivazione che fu imposta al Papa fosse sufficientemente esatta, e se egli fosse convinto della sua bontà. Che il testo stesso del Breve costituisca una testimonianza valida contro la Compagnia di Gesù deve essere risolutamente negato. Infatti la firma apposta calce al documento, la quale praticamente può dirsi carpita, è priva di valore per la constatazione della verità. Clemente XIV aveva già compiuto il passo decisivo e definitivo col consenso 1 Vedi i particolari sopra p. 183.