Il Tonchino. 383 egli avrebbe lasciato immediatamente la Corte, giacché, qualora non ci fossero più i gesuiti, egli avrebbe da sopportare un tale fardello, che non vi sarebbero bastate nemmeno mille patacche. Egli sapeva infatti quali spese facessero i gesuiti per rendere favorevoli, o almeno più miti verso i cristiani, il re e i grandi, e sarebbe stato diffìcile trovare altri i quali potessero o volessero accollarsi simili spese. Sarebbe stato meglio pertanto lasciare la Corte e dedicarsi di nascosto alla cura d’anime.1 Si comprende di leggeri che le notizie intorno alle condizioni della Cocincina vennero sfruttate contro i gesuiti, per affrettare la soppressione dell’Ordine. Sotto Clemente XIV le missioni di Cocincina e Tonchino hanno anche una certa parte nei negoziati diplomatici. Il Mollino cercò di ottenere che i vicari apostolici del Tonchino orientale fossero sempre tolti dai domenicani spagnoli.2 Dopo la soppressione dei gesuiti il Mollino e il Bernis insistettero nuovamente perchè si mettesse ordine alle condizioni della Cocincina e del Tonchino, e specialmente perchè si prendessero disposizioni intorno alle missioni già dirette dai gesuiti. Essi unirono alla loro richiesta un abbozzo del Breve quale lo desideravano.3 11 Papa desiderava che i vicari apostolici si spartissero tra loro il territorio di missione; Propaganda avrebbe voluto conservare i gesuiti alle missioni.4 Clemente XIY finì per emanare un Breve sui vicariati dell’india ulteriore secondo i suggerimenti di Spagna e Francia.5 In esso è stabilito in primo luogo che i missionari ex-gesuiti non posseggono più i privilegi del loro Ordine. Se tuttavia la soppressione dei gesuiti rendesse necessari dei cambiamenti nelle condizioni dei vicariati, i vicari apostolici avrebbero dovuto decidere di concerto, tenendo presenti i desideri dei re di Francia e Spagna. 1 * n Si vero interea venerabili» Socieuas Jesu auctoritate Apostolica fuisset extincta iuxta desiderium familiae Borbonicae, absque ulla mora aulam sponte relinquam, cum in defectu PP. Jesuitarum totum onus mihi impone-retur, ad quod portandum nec mille pataccae suffieerent. Scio enim, Em. Domine, quantum impenderint PP. Jesuitae, ut animum regis et mandari-norum benignum et favorabilem vel saltem mitiorem redderent erga christia-nos, et difficile erit, alios invenire, qui easdem expensas in se suscipere possint vel velint. Unde melius erit, hanc aulam Cocincinae omnino relinquere, et in occulto munus Apostolicum obire ». 4 agosto 1773, ibid., no. 22 a. 2 * Memoriale del 27 dicembre 1771, loc. cit., no. 4. Parecchi * memoriali per la libertà della Santa Sede nella scelta dei vicari, ibid., ni. 1-3. 3 * Il cardinale Negroni a Macedonio, 2 ottobre 1773, Archivio segreto pontificio, Regolari, Gesuiti 53. 4 * Monino a Grimaldi, 25 novembre 1773, Archivio dell’Am • fasciata di Spagna a Roma, Registro 111. 5 20 novembre 1773, Jus pontif. IV 198. L’arrivo del Breve, « col quale il Papa assegna ai missionari francesi e spagnoli le missioni in Cina, Tonchino