192 Pio IV. 1559-1565. Capitolo 5 a. 5. La riapertura del concilio di Trento, Le sessioni 17-22. Invio del Morone presso Ferdinando I a Innsbruck. 1562-1563. a. Due anni intieri, ricchi di lavori e ansie, erano stati necessarii per superare il « mare di difficoltà », che ostavano alla riapertura del concilio. Grande quindi e giustificata fu la soddisfazione di Pio IV quando finalmente, nel suo terzo anno di governo, vide coronate da successo le fatiche spese.1 Fu un giorno importantissimo per la Chiesa e il papato quando la mattina del 18 gennaio 1562 tutti i membri del concilio presenti a Trento si radunarono nell’antica chiesa di S. Pietro, per recarsi di là in processione alla vicina cattedrale per la solenne apertura del concilio ecumenico. Costituivano la testa della processione i membri del clero regolare e secolare della città di Trento. Seguivano gli abbati infulati, 90 vescovi, 11 arcivescovi e 3 patriarchi. Venivano poi il duca di Mantova, nipote del cardinale, venuto a Trento per la solennità, il Cardinal Madruzzo ed i quattro legati papali, Gonzaga, Simonetta, Seripando e Hosio, la cui dignità era contradistinta da un’infula di stoffa d’oro. Dietro ai legati avrebbero dovuto andare gli inviati laici, ma nessuno di essi era ancora presente. Seguivano ai legati quattro generali di Ordini, l’uditore della Rota Romana, l’avvocato concistoriale, il promotore del concilio, finalmente il consiglio comunale di Trento ed altri ragguardevoli personaggi laici. Tenne il pontificale il Cardinal Gonzaga e la predica l’arcivescovo di Reggio, Gaspare del Fosso. Dopo le usuali cerimonie il segretario del concilio lesse la bolla d’indizione, l’arcivescovo di Reggio i due decreti accettati nella congregazione generale del 15 gennaio,2 che vennero approvati. Però contro la disposizione che il concilio tratterebbe sotto la presidenza e dietro la proposta dei legati elevarono protesta quattro spagnuoli, con alla testa Pedro Guerrero, arcivescovo di Granada.3 Degli oratori dei prin- 1 II papa espresse la sua letizia per l’apertura del concilio in un concistoro del 28 gennaio 1562. V. Acta consist. presso Laemmer, Melet. 213 s. ed EiiSES Vili, 271. Cfr. anche la lettera di Borromeo a Simonetta presso Susta II, 18. 2 V. sopra p. 190 s. 3 Cfr. Theiner I, 676; Paleotto ibid. II, 533, Baynald 1562, n. 5-8; Bon-donus 554 s.; Musotti presso Dòlungeh, Konzil II, 5; relazione dei legati a Borromeo del 19 gennaio 1562 presso Susta I, 163-166. Cfr. Pallavicini 15, 16.