La Villa Pia nel giardino Vaticano. 559 come le sue altre doti ha egli messe in mostra in modo splendido come architetto della Villa Pia. È giusta solo in senso limitato la notizia d’uno scrittore del secolo xvm, che gli abbia servito da modello un’antica villa romana sul lago di Gabi. 1 È giusto che come nell’erezione di Villa d’Este così anche in quella del Casino di Pio IV Ligorio ha saputo in guisa sommamente abile cavar partito dai suoi estesi studii dei monumenti romani, ma non può parlarsi di diretta imitazione di una determinata costruzione dell’antichità, perchè le forme decorative e architettoniche, delle quali compaiono a profusione decorate tutte le parti della Villa Pia, sono imitate da originali romani antichi del tutto diversi. L’antichità aleggia bensì sul grazioso edifìcio, che attrae fuor dell’ordinario per la sua leggiadria, ma esso è una creazione affatto originale. 2 Paolo IV aveva iniziato nel maggio 1558 la costruzione di questo casino, la « più bella dimora per le ore pomeridiane, che abbia prodotta l’architettura moderna »,3 ma i lavori si erano arenati già alla fine dell’anno. 4 Pio IV li fece ripigliare nel maggio 1560 e progredire sì rapidamente che già nell’anno seguente era in complesso pronto l’intiero impianto, pittoresco al sommo. Nell’autunno del 1562 era terminata anche la decorazione interna ed esterna fra cui la esposizione delle figure antiche panneggiate e si potè andare ad abitare nel Casino. 5 Erasi adoperato nella costruzione molto materiale antico, ciò che rimase in uso ancora a lungo. 6 1 Venuti, Descrie, di Roma 501. 2 Vedi MÜntz III, 344; Friedländer 15 s. Cfr. Quatremère de Quincy, Gesch. der berühmten Architekten I (1831), 293; Bergner, Das barocke Rom, Leipzig 1914, 11 s. 3 Burckiiardt, Cicerone 208. 4 Cfr. Ancel, Le Vatican 63 ss. 5 Vedi Friedländer, Kasino Pius’ IV. 5-8. Quest’opera scritta con grande abnegazione ed è a base della seguente esposizione, supera tutti gli altri lavori scritti finora, fra i quali son da nominare: Taja 499 as.; Chattard III (1762), 232 s.; Bouchet, La Villa Pia des jardins du, Vatican, Paris 1837; Letarouilly-Simil II: Villa Pia; Bartolini in Giorn. Arcadico VIII (1901), 85 ss.; Lanciasi III, 217 ss.; 229 ss. Per la critica di Friedländer e del lavoro di Krom-mes citato a p. 562, n. 1 cfr. H. Voss in Monatshefte für Kunstwissenschaft V, 381 s. V. anche il geniale articolo di Schmarsow, Das Gartenhaus Pius' IV. in Deutsche Lit-Zeit. 1912, n. 15. Sulla base dei conti e iscrizioni (vedi Forcella VI, 72 s.) Friedländer (p. 8) pone giustamente verso la fine del 1561 il termine della fabbrica esterna. Dà una data più precisa la * lettera di Caligari dell’ll ottobre 1561, comunicata in App. n. 35. Archivio segreto pontificio. 6 Cfr. Lanciani III, 212, 217. Un’importante scoperta fu fatta nel 1562 presso i SS. Cosma e Damiano ove trovaronsi frammenti della Forma Urbis Romae. Cfr. Dokez in Gomptes rendus de l’Acad. des In script 1910, 499 s. e Hülsen, Dei lavori archeol. di Giovanantonio Dosio, Roma 1913, 3.