Il Portogallo favorevole al concilio. Arrivi a Trento. 183 non volle permettere il passaggio verso la Russia.1 Pio IV tuttavia non lasciò cadere il pensiero di una trattativa collo zar russo. Ad insaputa del re polacco e dell’imperatore delegò nella persona di Giovanni Geraldi un nuovo messo in Russia. Il suo viaggio però finì nelle prigioni polacche : egli riuscì a riacquistare la libertà soltanto nel 1564.2 Uno dei pochi paesi, dai quali vennero notizie molto liete, fu il Portogallo, il cui re Sebastiano era pieno di zelo per il concilio. Ai 17 di marzo del 1561 il nunzio Prospero Santa Croce riferiva da Lisbona al Borromeo : è ferma volontà del re, che tutti i prelati del suo regno si rechino al concilio e che in vista dell’importanza della cosa non valga scusa alcuna; il re manderà a Trento il suo inviato appena avrà appresa la nomina dei legati. Il papa elogiò lo zelo del re con un breve del 26 aprile 1561.3 La domenica di Pasqua 6 aprile 1571, in cui dovevasi aprire il concilio, erano presenti a Trento solo quattro vescovi e nessuno ancora dei legati.4 Ai 16 d’aprile fecero il loro solenne ingresso nella città del concilio i cardinali Gonzaga e Seripando, accolti solamente dal vescovo tridentino, il Cardinal Madruzzo, e da nove altri vescovi.5 In precedenza, il 12 aprile, era stata promulgata l’indulgenza del 21 marzo. In principio non fuvvi luogo di pensare all’apertura dell’assemblea, perchè il numero dei prelati a Trento non si accrebbe che lentamente nei mesi che seguirno.8 Addì 21 aprile i legati scrissero a Borromeo perchè il papa insistesse ancora per affrettare la partenza dei prelati presenti a Roma affinchè tanto maggiormente si decidessero quelli degli altri paesi.7 Calorosamente salutato fu l’arrivo del distinto arcivescovo di Braga, Bartolomeo de Martyribus, che quale « primogenito delle nazioni ul- 1 Cfr. Siokel, Rondi 192, 195; Steinherz I, 243, 245; Susta I, 11; Pal-lavicini 15, 9, 4; Pierling I, 369 s.; Ùbersberger I, 348. Il breve allo zar presso Rayxald 1561, n. 17; Le Plat IV, 700 s. Sulle grandi difficoltà che malgrado l’accettazione della bolla del concilio da parte del re sorsero in Polonia a proposito della delegazione di deputati al concilio, vedi Susta I, 121. 2 Cfr. Pierling, Rome et Moscou, Paris 1883, 53 s.; Pierling I, 373 s.; Susta I, 285 s.; Turgeniev, Russine Monum. I, 181 s.; Ùbersberger I, 349. 3 Cfr. Laemmer, Melet. 184; Steinherz I, 247; Iìaynald 1561 n. 14; Le Pi-at IV, 702; Corpo dipi. Portug. IX, 235; Susta I, 24, Ehses Vili, 175, 198. 4 Vedi Theiner I, 667, 668. Il primo vescovo che arrivò a Trento, fu Nicc. Sfondrato di Cremona, il futuro Gregorio XIV. 5 Cfr. Massarelli 354; Bondonus 547 s.; Susta I, 7; Giuliani, Trento al tempo del concilio (estr. dal IVI re/i. Trid. 1888) 88 s. Gonzaga abitò, come più tardi Morone, nel palazzo di Sigismondo Thun (ora municipio) in Via Larga; vedi Swoboda 23. Ivi anche alcune riproduzioni delle molte figure che rappresentano sedute conciliari. V. anche Galante, Rulturhistw. Bilder vom Trienter Ronzìi, Innsbruck 1912. 6 Vedi Theiner I, 667 s. ’Susta I, 12.