Clemente XIII. 1758-1769. Capitolo IV. dini nel clero secolare e regolare, come pure la crescente imrr -ralità in tutti gli strati della popolazione, e insistesse sul [xtìcoI che in caso di scisma minaccerebbe anche la fede cattol; a io Spagna. Ove il discorso cada sui gesuiti, egli non deve n diien-derli nè condannarli. Può ammettere tranquillamente, eh. anche fra essi vi siano difetti come in tutte le grandi comunità, ma deve anche rilevare l’attività benefica da essi esercitata in Portogallo come altrove. Deve dire senza dissimulazione, aperta menti*, che il Saldanha, anziché riformare questi religiosi, non ha fatto che prestare servilmente al ministro la sua mano per anni' ntar. Egli non ha mai reso conto alla S. Sede, nè presentato al nunziu, precise comunicazioni e prove dei disordini. Non sono stati inviati atti di visita nè di processo, e così addirittura non si sa ciò ch’eli propriamente abbia fatto. Riguardo alla congiura l’Acciaioli non sa pronunzi in nulla e si limiti ad assicurare, che non è stata ma intenzione del Papa di far godere un qualsiasi complice della su* protezione, che anzi egli ha conceduto tutte le facoltà per punire i colpevoli. Col ministro Wall il nunzio deve usare la più »rrand«' circospezione, perchè è notoriamente non ben disposto verso ¡a corte romana, forse, anzi, è in amichevoli relazioni col PonibaL Lo ringrazi per le attenzioni da parte dei funzionari spagnudi. gli esprima il suo rincrescimento per quanto è accaduto in Portogallo ed insista, ch’egli per sua parte non vi ha dato nessuna occasione ed è pronto a giustificare la sua condotta davanti a tutto il mondo.1 Il Papa aveva pure preso contatto colla Francia, affinchè fi-cesse da mediatrice nel conflitto col Portogallo. Fu per lui una consolazione di apprendere, che tanto il re quanto il duca di Choiseul disapprovavano la condotta della corte di Lisbona * si' mostravano inclini alla mediazione. * La Curia cercò scrupolosamente di evitare tutto quanto potesse eccitare ancor più gli animi inaspriti e trascinarli a raggravi di conseguenze, difficilmente riparabili. « Noi conosciant-1 qui », scriveva il 13 agosto 1760 il Torrigiani all’abate Berardi-« il carattere del Carvalho e ne temiamo conseguenze funeste, specialmente quella da Lei accennata nel Suo ultimo dispaccio e ci» * • Torrigiani ad Acciaioli l’il settembre 1700. Cifre. Xunitat. 4* 1 jrl 182. loc. cit. 3 ‘Torrigiani ai 1111117.10 Punitili il tl e 13 agosto e 24 settembre l7t*>- ! Kunziti!, di Francia 450, Archivio segreto pontificio. * • Torrigiani 11 l‘imitili l'8 ottobri- 1761). Ivi.