640 Clemente XIII. 175H-1769. Capitolo V. minacciante fu ancora una volta calmata, ma coll’abbandor > principi dell’Ordine. Le nuvole temporalesche si addensavano sempre più fitt. sempre più la pa-sionalità partigiana cresceva sino al cal'»r M> brile. Gli antigesuiti francesi non solo tenevano un vi\" >m-mercio epistolare coi loro compagni d’idee portoghesi.1 ma liiffoi:-devano anche in massa i loro fogli volanti.2 Talune prop ■ r/ r, tolte da prediche, 1 private asserzioni su casi di coscienza, ' per-fino componimenti scolastici5 vennero tirati in campo per n sciatore <11 Spagna, dat. Parigi 12 novembre 1757. Archivio tlco. Riipprrttio 8. Ulcci II: * Gualtieri ad Arebinto il 1!» dlceml 1": Cfr. A un Zini, di Francia .VMS loc. clt. I.'inviato simiglinolo Maann*- f" • ‘I1 metllatore nella circostanza : vedi • Gualtieri ad Arebinto il 11» dlcemlx* IT'T i gesuiti «dicono d'esservl stati costretti per esimersi da maggiori v' sinni; vari di loro perft in segreto reclamano, (piasi che, I loro Su •* abbiano date simili dichiarazioni a nome di tutti, senza aver prim i . • elusemi di essi in particolare» (Xiniziai, di Francia 4J». loc. clt.) Ve!i in che • Gualtieri ad Arebinto il 2:» gennaio 1758. Ivi 500. Il Generale Hk ci si sarebbe dovuti limitare a dichiarare di non comlwttere 1 quatta • irti coll: una dichiarazione a favore del gallicanesimo più forte di ipieli qui l Parlamenti non avrebbero potuto rtcbiederla. «Questa cM* tirerà addosso l castighi di Dio (• annotazioni del Ricci all1* Estratto ; ► lera ilei 1*. Martlncz del 12 novembre 1757 : v. sopra). 11 I‘a|wi fece e- ! riia^r*' l.i sua dlsapprovazIone del passo In forma assai mite (• Archinto a «¡' nr1i il t gennaio 1738, Xiniziai, di Francia 447. loc. clt.). Cfr. Ricci. »Istori« H‘ « Il P. Glov. Antoni«» Timoni, allora Vicario Generale, riferì il fati" n I'«!1-Benedetto XI\ ; questi non se ne prese molto fastidio, come quell" qualit.1 di Sommo Pastori' aveva autoritì) maggiore di quello che e--" credeva ; «• compiacendosi d'erudizione non era molto alleno dalle ••ni«***' degli eruditi moderni: e non fu 11 pii* accorto a conoscere II errori e frodi de Giansenisti, un il maggior nemico che questi avessero su la f“'’’ ili Pietro: certo è che nel governo di lui la setta fece progressi grandi Tu' tatuila l'errile il trailo In costrinse a mostrarne pure qualche dispiacer* l* P. Timoni se ne fece un delicato lamento col I*. Aliali le: questi l»*1" !* solita scusa della necessiti) e del timore di esseri' costretto a sott''-,r|'''r'’ qilniche cosa di |>egi:lo » (vedi appresso p. «701. Sembra una profezia •!«>• ■ ' :v~ il Ricci scrive nelle sue * annotazioni all’ • Estratto di lettera del I' :' uè* (v. sopra): •Sfuggito questo Impegno, ci metteranno in altri e ' menimi!» ad esame altri libri : ugut giorno saremo da capo, speciali avendo veduta la nostra debolezza, ti richiederanno simili dichiara*!**! • > »Gualtieri a Torriglani il 25 giugno 1751». cifre. Xnuzial. di •»•>7. loc. dt. t'ir, sopra p.