988 Clemente XIII. 1758-1769. Capitolo VII. flitto di Parma e di prendere di mira come meta prossima l’abolizione della Compagnia di Gesù.1 Dopo che il Consiglio straordinario il 30 novembre 1768 ebbe approvato il piano,2 il 6 dicembre 1768 venne inviato a Azpuru il memoriale ufficiale nel quale veniva fatta al Papa la proposta di abolire totalmente la Compagnia di Gesù. I torbidi, così suonava la motivazione, che i gesuiti avevano causato nei paesi spagnuoli, gli eccessi che essi fin dalla loro fondazione avevano sistematicamente commesso contro il governo e il pubblico bene, hanno indotto il re cattolico ad allontanare dai suoi Stati il focolare dei torbidi. Ciò esigeva il suo dovere verso i suoi sudditi. Quale figlio e protettore della Chiesa, della religione e della purezza della dottrina, egli si vedeva ora costretto a fare un altro passo. La corruzione nei costumi di questi religiosi, sia in teoria che in pratica, i molti tumulti e attentati dei quali ovunque sono accusati, il rilassamento dell: disciplina dell’Ordine, la deviazione dallo spirito del loro fondatore, il loro mondano sistema di governo, l’assoluta dipendenz dalla volontà di un solo, la loro inimicizia contro ogni autorit. posta da Dio, il loro favorire la dottrina del tirannicidio, la persecuzione di prelati e uomini pii, gli attacchi alla Santa Sed< quando essa si oppone alle loro idee, gli avvenimenti nelle missioni d’Oriente, in Portogallo e altri paesi — tutte queste ragioni provano che essi negli Stati cattolici non solo non sono utili, ma sono perfino dannosi, poiché riescono più di scandalo che di edificazione. Del pari essi costituiscono un ostacolo alla unione degli eterodossi con la Chiesa, perchè questi devono temere gli stessi pericoli. Il re cattolico, indotto da questi notori motivi e come devoto figlio della Chiesa, desiderosissimo della sua maggiore elevazione, del bene, dell’onore e del mantenimento della legittima autorità della Santa Sede, della tranquillità degli Stati cattolici, la cui felicità secondo la sua ferma convinzione è inconciliabile con l’esistenza deH’Ordine, in adempimento dei suoi doveri verso la religione, verso il nostro S. Padre, verso se stesso * * « ... me remito a lo que Grimaldi te escrive sobre la domanda qne jo ho juzgado que devenios azer de su total extinción, separandola totalmente <1«' los otros puntos y negocios pendientes con Itumn » (Carlo III a Tanucci il 2í' novembre 17(58. Archivio di Simancas. Estado (5059). * « Desde acion por las apariencia* que ven acia Castro y Itonciglione. El Rey por su parte quiere aumentarles el sobresalto, pidiendo absoluta y positivamente la extinción total de la Coni-paula, como articulo separado de los negocios de Parma, y que nada tenga que ver con ellos ni con las demas condiciones que deben preceder a su ajuste » (Grimaldi a Tanucci 11 29 novembre 17(58, ivi (51015. 1 • Consejo extraordinario. SO novembre 17(58. Archivio dell’Amba-sciata di Spagna a R o m a, /leales Ordenen 4*. Cfr. ‘Archivio di Simancas, Enlodo 5036.