Esecuzione del decreto di espulsione. 905 ove dovevano decidersi entro 24 ore se volessero seguire i padri o meno. A quanto si riferisce colà venne loro tolto l’abito dell’Or-d ne e furono mandati a casa in abito secolare.1 Coll’eccezione di alcuni gravemente ammalati o in avanzatissima età, i padri assieme agli scolastici e ai laici rimasti fedeli vennero portati sotto scorta militare a Pozzuoli, ove si separarono i giovani chierici e fratelli dai padri e si fece loro comprendere l’opportunità di riflettere ancora sulla loro decisione e di consultare anche i propri famigliari. Gli esiliati vennero imbarcati il 24 novembre e sbarcati il 26 presso Terracina su territorio pontificio. In maniera simile si compì l’espulsione anche negli altri collegi di terra ferma, colla differenza che i loro residenti vennero trasportati nel territorio pontificio per lo più per via terrestre.2 Come in Napoli, così anche nella Sicilia i gesuiti si erano lasciati cullare in una falsa sicurezza, giacché sapevano che la maggioranza dei vescovi e specialmente il viceré stavano intieramente dalla loro parte. Quando dopo la proscrizione dei confratelli spagnuoli non seguì subito il temuto contraccolpo nel regno delle Due Sicilie, il provinciale ritirò la sua istruzione di metter da parte qualche po’ di danaro per il caso dell’espulsione e ordinò di non mutare nemmeno un filo. E ciò egli mantenne, nonostante tutte le rimostranze. Notizie tranquillanti e non tranquillanti si alternarono ora alla rinfusa, finché il 27 novembre giunse in Sicilia il decreto di espulsione. I gesuiti di Palermo vennero informati segretamente il 29 novembre che la notte alle ore 10 (ora italiana) verrebbe promulgato il decreto. Nella casa degli esercizi della capitale vennero internati i membri dei 13 collegi più vicini, mentre i residenti delle altre case vennero rinchiusi nel convento basiliano di S. Salvatore in Messina. Qui giunsero anche i padri di Reggio e di altre residenze calabresi. Il 21 dicembre 1767 i gesuiti di Palermo e il 1° febbraio 1768 quelli di Messina vennero portati in diversi luoghi del continente e poi di lì trasportati fino allo Stato pontificio.3 Dei 631 membri che la provincia napoletana contava al principio dell’anno 1767, * alla notizia dell’espulsione dalla Spagna i * Istoria dell’espulsione de’ Nostri dn Napoli, loc. clt. 91. * • Tanueci a Carlo III 11 24 novembre 1707, Archivio di 8 lm anca s, Ext arto 6100: * Relazione dell'esecuzione dell'espulsione del 24 novembre 1767, ivi 58S1: •Espulsione da Napoli, loc. cit. 90s.; • Tanueci a Yacl il 22 novembre 1767, Archivio «11 Simancas, Etlado 6003. * * Istoria dell’espnlsione «lei I’P. della Compagnia di Gesù dalla Sicilia nel 1767, Archivio dei gesuiti, Sieil. 180; • Catalog 141, Ivi; Ricci. * Espulsione dalla Spagna n. 98. « Di questi 11 appartenevano alla provincia romana, 15 stavano fuori della provincia napoletana.