982 Clemente XIII. 1758-1769. Capitolo VII. parte altre considerazioni, egli giudica ingiusto tale progetti Se si considera l’abolizione come una faccenda spirituale, i prin cipi non hanno alcun diritto di costringere il Papa con la forza ad un passo al quale egli si ribella. Se invece vi si vede un affai temporale, in tal caso i quattro monarchi non avrebbero diritt di esigere da Roma un provvedimento che ora riguarda soltanto altri Stati, poiché l’Ordine nei loro propri paesi più non esisti. Come mezzi adatti Grimaldi designa di guadagnare la Corte vien nese, di formare una Congregazione speciale di cardinali e prel;. per trattare tale faccenda, lavorando poi abilmente i membri del:. Congregazione, in parte con argomenti oggettivi, in parte « c n quei mezzi che si sogliono applicare dappertutto con vantaggi' ma specialmente in Roma ». Si potrebbe anche accennare alla minaccia di rappresaglie in un campo in cui si fa sentire anche l’interesse materiale, quale sarebbe per esempio l’abolizione ri-tribunale di nunziatura in Spagna. Per quel che riguarda inve il rispetto e l’obbedienza al vicario di Cristo sulla terra ed in genere la sfera spirituale, bisogna far comprendere che i mona chi alleati non saranno in ciò secondi a nessuno. Il promemoria che Grimaldi aveva elaborato in base ai singoli pareri, prima di venir trasmesso all’ambasciatore portoghe-venne ancora sottoposto all’esame del Consiglio straordinario dei vescovi che gli si erano aggiunti.1 Questi furono dell’opinione essere assolutamente necessario di chiedere in Roma la totale abolizione della Compagnia di Gesù. La convocazione !i un Concilio a tale scopo era fuor di luogo, ma era raccomandabile invece di suggerire ai vescovi e ai superiori degli Ordini di presentare la supplica a Roma, in unione al governo. Sarà utiV anche d’incaricare alcuni uomini dotti e stimati a sostenere con pubblicazioni la domanda dei principi. Molto desiderabile era la cooperazione o il consenso degli altri sovrani cattolici. Pareva invece non corrispondere alla dignità di tre potenti monarchi ¡1 muover guerra ad un Papa che era un debole sovrano temporale e padre comune dei fedeli. Tuttavia si doveva far sapere al Collegio dei cardinali al tempo del conclave, a quali rischi esso andrebbe incontro se eleggesse un Papa che non collaborasse lealmente alla soppressione dei gesuiti. L’idea di punire il generale dell’Ordine e i suoi assistenti, come complici, si doveva lasciar cadere. La deposizione di Torrigiani e la sua esclusione da qu