842 Clemente XIII. 1758-1769. Capitolo VI. minar completamente, defraudare la sua buona fama, della sia patria e del suo possesso legittimo, senza indagine, senza interrogatorio e senza difesa, una intera comunità religiosa, con -crata al servizio di Dio e del popolo. Se questa misura terribile non può mai esser giustificata innanzi a Dio, di quale mai ut ita l’approvazione dei Suoi consiglieri sarà per Lei un giorno innanzi al Giudice supremo? Se per avventura le parole ” per li quiete e la pace dei nostri popoli ” volessero far capire, che un membro dell’Ordine ha provocato i torbidi di marzo: per h. dunque non si puniscono i colpevoli e non si lasciano in pace gl'innocenti ? Noi attestiamo davanti a Dio ed agli uomini, che la letalità, l’istituto, lo spirito della Compagnia sono completamente innocenti, anzi non solo innocenti, ma pii, utili e santi, così negli scopi come anche nelle regole e nelle massime. Nonostante tutti gli sforzi, i nemici non hanno mai potuto dimostrare il contrario, ma tutt’al più diffondere menzogne e calunnie. Certamente l'Or-dine consiste di uomini, che possono errare e peccare, ma le loro colpe non hanno nessun appoggio e nessuna protezione nelle regole e nello spirito della comunità. iPuò V. M. senza spavento farsi un’idea delle conseguenze di questa ordinanza? A parte i vuoti che questi religiosi lasciano in Spagna, a parte i frutti <-lutari che hanno prodotto colà: in quale situazione lacrimevole cadranno le missioni dei pagani, se vengono private dei loro i>a-stori e padri spirituali? Se una, se anzi molte anime in conseguenza vanno perdute, quali accuse esse un giorno non eleveranno innanzi al tribunale di Dio contro coloro, che li hanno privati dei mezzi per la loro salute? ». Di fronte all’obbiezione, che si tratta di una legge pubblicata, il Papa insiste, che non importa ciò che ne dica il mondo, ma ciò che ne dica il cielo, e richiama l’esempio di Assuero, che dietro le preghiere di Esther revocò il suo editto contro i Giudei e si meritò così la gloria di giusto. « Non vogliamo ricordarvi le preghiere della Vostra defunta consorte, che da' cielo attesta il suo amore per la Compagnia di Gesù, ma le pre* ghiere della sposa di Cristo, la santa Chiesa, la quale non pu° vedere senza lacrime la rovina di un Istituto che ha sempre pr°" dotto frutti così splendidi. Noi uniamo ad esse le Nostre proprie preghiere e quelle della Chiesa romana, tanto più che V. Maestà e i Suoi gloriosi predecessori hanno testimoniato sempre un attaccamento speciale alla Sede di Pietro. Per il dolce nome di Gesù-che fu sempre la divisa dei figli di S. Ignazio, per il nome della beatissima Vergine Maria, la cui Immacolata Concezione essi hanno sempre difesa, per i dolori della Nostra vecchiezza. N01 preghiamo e scongiuriamo V. Maestà d: ritirare il decreto od almeno di sospenderlo e di sottoporre tutto l’affare ad un’inchiesta regolare, come pure di udire il parere dei vescovi in una cosa eh’